anche i rivoluzionari stancano

08 Febbraio 2019: di Dave su costume_e_societa, 504 letture

Il soggiorno in Guatemala, la vicinanza ai siti Maya ove le persone venivano sacrificate alla contorta idea della perfezione di un sole senza pietà, hanno riportato in Italia un Di Battista vestito della propria, ma pare condivisa, non ufficialità pentastellata. Il livore rivoluzionario agita ghigliottine, non potendo usare i coltelli sacrificali di ossidiana per fare a pezzi gli avversari. Ammantato della ingenuità del fanciullino di Rousseau, il Robespierre distribuisce inviti a levarsi dai "coglioni" anche a Salvini, anticipando, per istruzione e salvezza di chi lo ascolta, il regime dei tagliagole a venire, dopo che il reddito di cittadinanza avrà asservito le schiere di carte di credito distribuite a pioggia. 

La trovata di  andare a cercare legami i Francia con i nuovi rivoluzionari non ha tenuto conto delle ire francesi, essendo i  transalpini  i veri esportatori di rivoluzioni. Gente che se deve, come fece, ghigliottinare un Robespierre, non accetta consigli esterni, e Macron  se lo stanno gestendo alla loro  maniera.

Insomma  che ci sia una certa confusione mentale e' difficile non rilevarlo, i ruoli si confondono, vengono prevaricati, con la conclusione che il paese non ha una guida precisa. Andreotti diceva che un governo legittimamente eletto deve governare, ma deve farlo bene. Si'  bene.