Il Louvre ed il disegno di Leonardo,già svelato in Italia

06 Giugno 2018: di Dave su costume_e_societa, 1460 letture

A volte puo’ 
bastare una telefonata per gratificare qualcuno che si sta spendendo per l’arte,come quella della Biblioteca di Vinci,
fatta a Guido Carlucci per avere informazioni sulle sue ricerche,non ultima quella sul disegno a carboncino eseguito da
Leonardo e che rappresenta  la Monna Lisa senza vestiti,gia’ citato da Famiglia Cristiana nel settembre 2017 per essere oggetto di
studio presso 
Il Louvre,ma che tuttavia,al maggio 2018, risulta
essere senza
  alcuna  indicazione sui risultati ottenuti,nessuna
conferma
 sulla paternità dell’opera,nessuna richiesta al
Carlucci di
 una collaborazione,considerati i risultati gia’ raggiunti,e da
lui comunicati allo stesso Louvre.
Credere in un sottinteso disinteresse della grande istituzione  francese a dar conto delle scoperte già conclamate da un artista italiano di oggi non è
possibile,anche se lo sciovinismo transalpino è comprensibile,in quanto 
inveterato.
Meno comprensibile è il
distacco  delle istituzioni volte alla giusta valutazione e diffusione
di quanto merita di essere valorizzato,inclusi i giornali,cui,come al Louvre,il Carlucci ha inviato l’esito delle sue
ricerche.Sembra si attenda che altri rivendichi i meriti gia’ acquisiti,e da un italiano.
La Francia  possiede opere di un grande italiano,
legalmente acquistate nel passato, grazie alla 
pochezza di vedute  di quel tempo,che portarono il Da Vinci a lasciare
l’Italia ed accettare  il
mecenatismo francese,e cosi anche il suo 
erede che vendette la Monna Lisa al re di Francia, proprio quel
Giacomo Caprotti,detto il Salai, amico e compagno di vita del genio toscano.
Di famiglia arcobaleno allora
non si parlava di certo,e le unioni,gli amori diversi erano nascosti,quanto  passionali.
Guido Carlucci aveva colto da tempo questa passione di Leonardo,rilevando nella sua produzione
artistica un richiamo costante a quel garzone di bottega,poi allievo,quel “diavoletto”,come lo chiamava.Le lettere 
G  C,e  S L A, Leonardo le aveva inserite  ovunque,negli occhi, sulle mani,nelle immagini nascoste nei quadri.
Cosi’ mentre al Louvre 
scandagliavano il disegno
con infrarossi,fluorescenza,luce
radente, etc, cercando quello che in secoli nessuno aveva trovato, Carlucci,forte della esperienza ed
intuizione maturata in anni di studi sul
genio toscano,  eseguiva le sue
rotazioni,quasi suggerite da quell’altro disegno,l’Uomo Vitruviano,
contenuto in un cerchio e con i
piedi che indicano il cammino da seguire.
“SALAI MIO “la scrittura in corsivo da lui individuata nella Monna senza
vestiti 
è chiara, ed è la dimostrazione che quel  disegno è di Leonardo,il cui
volto appare anche in una parte dell'opera,mentre le lettere
  G  C ed L sono inserite in molti punti della stessa,a
dimostrazione
  dell’intenso affetto che
legava i due,cosi come chi ama ripete all’infinito il nome dell’altro partner,ma qui nascostamente,pur se quasi sfacciatamente  perche’
 altri,in grado di condannare e punire un
amore,oggi si dice, disordinato,
 non
sapesse. 
Il disegno e’ stato ritenuto
un lavoro preparatorio per una tela ad olio,ed ha la postura,le mani della
Monna Lisa, e ne ha  anche i tratti,pur
femminei del Salai.
Nella Monna Lisa del Louvre ,Carlucci ha individuato  da tempo
immagini,lettere,che riportano ancora al suo rapporto con il Caprotti,che nella tela viene consacrato come il soggetto che Leonardo ha rappresentato
veramente,facendo dell’opera un diario di questo suo affetto,di cui non si puo’ non cogliere la tristezza  per le 
preclusioni  imposte  dai tempi che correvano.
In altre opere come la
S.Anna,il Battista,i tratti del
Salai sono ben chiari nei soggetti
rappresentati,e la conferma che queste opere,come la Monna Lisa, inizialmente indicata come il volto di Lisa Gherardini, sono il ritratto del Caprotti.

Il 10 maggio 2018  Guido Carlucci ha dato conto della sua
scoperta sul disegno a carboncino,informandone
 poi  la
stampa
 ed il Louvre .Il 4 giugno 2018,in un video su FB, relazionava sui punti precisi ove 
aveva 
Individuato la scritta Salai
mio,le lettere,ed il volto di Leonardo.

Quando il Louvre pubblicherà i suoi studi  dovra' citare Carlucci, che si riserva il diritto di insegnamento in merito.




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