Leonardo e l'invisibile scoperto dopo 500 anni

16 Maggio 2018: di Dave su costume_e_societa, 1191 letture

Non distante da Ascoli Piceno sorge Rieti , nella cui provincia vi e' Cantalice, citta' natale di un artista ,pittore, Guido Carlucci, fondatore del Sensorialismo materico, corrente pittorica .

Carlucci  ha oltre che per l'arte, anche un amore viscerale per Leonardo da Vinci.

Come sorta in parallelo con l’affermazione della corrente del Sensorialismo Materico, la passione di Guido Carlucci per Leonardo da Vinci è esplosa nel 2011 , quando l’artista laziale ha preso coscienza della forza propulsiva del genio toscano , in cui ha individuato la medesima luce che aveva ispirato lui stesso nel fondare il nuovo movimento pittorico,  designando cosi’ Leonardo come un “materico” ante litteram.

Fatto sta che, quella sorta di connubio instauratosi tra di lui ed il Da Vinci, tale quasi da farlo compenetrare con la sua anima, lo ha portato a studiare a fondo le opere, i disegni del grande toscano, poiche’ da sempre vi aveva colto un senso di mistero, come di una richiesta di contatto con chi potesse ricevere un messaggio,piu’ messaggi.

Carlucci ha come fondamento della sua corrente una frase…Oltre la visione la materia pittorica tocca il lato sensoriale..
E’ il caso di dire che qualcuno dal passato gliela aveva suggerita, perche’ lì sta la base, l’intuizione, il segreto per studiare, osservare Leonardo.

Per alcuni tagli nella tela, Fontana e’ passato alla storia per aver indicato all’osservatore l’ andare oltre, oltre gli squarci ad osservare il mondo che vi e’ celato .
Guido Carlucci passera’ alla storia per esser rimasto sì sulla tela leonardesca,ma per esser andato oltre quella che e’ la visione, oltre la materia, osservata semplicemente ruotando l’opera,il quadro, e questo perche’ conoscendo l’abitudine di Leonardo di scrivere in maniera speculare ed all’incontrario , penso’ che andavano sperimentate altre ricerche, altre visualizzazioni.
Scoprì così il modo con cui Leonardo esprimeva la sua personalita’, complessa e tormentata, che lo portava ad inserire praticamente in ogni opera pittorica delle immagini,delle lettere, dei numeri, celati ,cammuffati nei quadri, come fossero un codice esoterico, destinato ad un lettore del futuro.

Appaiono cosi’ le prime meraviglie…da quella che sembra essere solo la caricatura di un anziano, in un disegno, Carlucci individua ,capovolgendolo, lo stesso Leonardo abbigliato con una sorta di elmo vikingo, che pare fare l’occhiolino a chi lo ha scoperto…
Perche’ fermarsi? Le scoperte si susseguono, sempre piu’ sbalorditive ! Volti del Cristo vengono alla vista , ed in opere famose, come quello celato nel La Vergine e S.Anna,ricco anche di altre immagin, ma dissacratorie, che mettono in luce la mal predisposizione del genio verso la Chiesa, ma con un rispetto profondo ed accorato verso il divino, tale da far legare Leonardo a S.Francesco, di cui onorera’ a Greccio, paese del presepe vivente, l’opera,i luoghi e la figura.

L’opera somma del Da Vinci, tanto amata da portarsela dietro ovunque andasse, commissionatagli ma mai consegnata, da messer Giocondo, e che forse in prima stesura rappresentava Lisa Gherardini, la Monna Lisa, un simbolo di bellezza esoterica, anche lei misteriosa.
Carlucci , come per altre opere l’ha capovolta, scoprendo immagini mai individuate In 500 anni.
Raccolto In un fazzoletto tra il bordo sinistro capovolto ed i capelli di Lisa, ha indicato -un nudo occultato nella vegetazione, con sembianze sia androgine che femminili
-una testa di un prelato, forse un vescovo
-un volto demoniaco 
Ha inoltre individuato chiaramente le lettere L ed S in una parte dell’opera, e non negli occhi della donna, come sostenuto da Silvano Vinceti della organizzazione per i beni culturali, tesi non confermata da alcunche’.
La tesi del Carlucci e’ che il compagno della sua vita, Giacomo Caprotti detto il Salai, e’ stato effigiato e ricordato per sempre nel quadro, sino a dipingerlo in una carnalita’ espressa e passionale, L ed S, Leonardo e Salai, per dire di una passione inconfessabile, allora condannata dalla Chiesa, perche’ demoniaca.


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