LA PORTA CHIUSA DELLA CABINA DELL'AMMIRAGLIO COLÒN...

18 Settembre 2016: di Dave su viaggi_e_vacanze, 492 letture

Dopo il viaggio a  Tenerife , ove ero venuto a conoscenza  di avvenimenti   di 500 anni fa ,e che avevano interessato lo spazio di  mare tra  l'isola del Teide e La Gomera,  avevo deciso di  trascorrere un po' di tempo su questa piccola isola ,  che sembra  vivere quasi appartata  e  discosta dal  movimento turistico delle Canarie,
L'  ATR 42 , con i suoi rumorosi  motori ad elica,  si stacca  da Tenerife costeggiando  la massa  del vulcano   che incombe  su  terre e mare circostanti....Su  la Gomera  atterrano solo  aerei di media dimensione, cosi'  spero che  il pilota  si ricordi  che  la pista e' di soli 800 mt  e  non di 2000 come quella da cui e' partito...touch down e frenata perfetti !!
Non credo che Salgari , dando il nome di Yanez de Gomera al miglior amico di Sandokan,  abbia  voluto rendere omaggio all'isola, luogo  assolutamente fuori di mano e dalle rotte  preferite  per i  naviganti di quei tempi. Questa convinzione  si rafforza  durante il primo approccio  con i luoghi  attraversati, aridi d aspri , senza vegetazione, pieni  di  calanchi profondi e strapiombanti verso mare ,  scavati  da  acque  una volta certo irruenti come torrenti  liguri. Il tragitto dall'aereoporto sino a S.Sebastian ,capitale dell'isola e'  afoso, caldo esageratamente , contornato da pietraie  immote e senza  vento.
L'isola  e' lunga una 40ina di km, larga uguale.Ma se si pensa  di girarla in un paio d'ore, l'illusione  si manifesta  dopo i primi chilometri...La Gomera e' un frastagliato susseguirsi  di  picchi, la cui scalata  mpegna in tornanti che neanche  sulle Dolomiti ho avuto modo di provare, e che portano a salire salire, per poi  precipitarsi  verso la base  di ognuno di essi, e risalire per contornare  la vetta successiva. Un tragitto  in linea d'aria che si raddoppia per distanze anche brevi.
Le  valli che si incontrano sono tanto distanti tra di loro che la gente di qui,nei secoli, ha  ideato , per comunicare ,una serie  di fischi cui ha assegnato  un significato specifico.
Il paesaggio che muta costantemente man mano che si abbandona il sud est isolano, aiuta a non  abbattersi per  una, costante, un po'  noiosa serie di giravolte, e questo perche' le nubi  provenienti dall'Atlantico si  frantumano sulle vette  del nord  ovest, generando una copiosa umidita'  che  irriga il versante opposto all'Africa, ed ove e' stato addirittura  isituito un parco,il Garajonay,  che non ha nulla da invidiare ai boschi europei, ed e'  quasi un misto tra la selva nera ed una foresta pluviale. Addirittura si incontrano cascate nascoste e sentieri che portano  a radure ove  le Valchirie  avrebbero abitato  con piacere.
Il lettore si domandera' del perche' del titolo:la porta chiusa...
Leggendo delle Canarie, avevo appreso  delle visite qui, di Cristoforo Colombo, ben tre. Certo  La Gomera  , investita dagli Alisei che a settembre spingono verso l'Atlantico, era ed e' un ottimo punto di partenza per andare a vela verso il nuovo mondo.
Tuttavia , approfondendo  l'attivita'  del'ammiraglio genovese da queste parti , arrivato qui nell'agosto del 1492, e fermatosi per ben 25 giorni.... mi era caduto l'occhio sulla non casuale presenza di una  persona, allora allontanata dalla corte spagnola perche'  troppo  appariscente ed ahime' per lei, troppo bella, tanto da far invaghire il Re Ferdinando d'Aragona, a danno di Isabella di Castiglia, sua consorte, e dal  farla esiliare a La Gomera, Beatriz de Bobadilla, ed a farla maritare ad Hernan Peraza il giovane, capitano di  ventura, schiavista per elezione.
Nel 1488, Hernan, dopo una serie di sorprusi verso i Guanchos, il popolo antico dell'isola, inclusa  la seduzione di Yballa, una giovane della  tribu', veniva fatto fuori dagli indigeni durante un incontro con la ragazza, in un luogo ancora oggi ricordato come La Degollada de Peraza (sgozzamento).
Che Colombo  avesse un debole per Beatriz, conosciuta alla corte di Spagna,non e' un mistero, e 25 giorni per fare rifornimenti, sono tanti...
Si dice che sulla S.MAria, caravella dell'Ammiraglio, lui tenesse sempre la porta chiusa...per non far conoscere  all'equipaggio i dati di navigazione,e barare sulle distanze percorse, in attesa  del tanto ricercato Cipangu..
Facile lasciare spazio  alla fantasia...e se nn fosse stato solo?lo so, troppa fantasia...ma la bellezza  di Beatriz  era nota, e chissa'  che non sia stata tra i primi a dire..terraaaa..
L'ATR42  della  Binter  lascia La Gomera con  stacco rombante, anche se  la sensazione del  vuoto  rimane ,mentre la pista, appoggiata sul fianco della montagna come  una minuscola  piattaforma di  Lego ,finisce, lasciando apparire improvvisamente la gola di un calanco, e l'Atlantico, blu intenso perfetto...



Dave