Camaiore, 25 dicembre 12078 (recensione di Luca V.Calcagno)

14 Ottobre 2013: di Marco Trogi su primopiano, 897 letture

Spesso leggendo le pagine di cronaca dei giornali, quella nera, viene da chiedersi se l’Uomo sia ancora capace di provare qualche sentimento, come la pietà o la compassione.
Camaiore, 25 dicembre 12078 di Marco Trogi idealmente cerca di fare questo, ponendo una piccola comunità di fronte all'urgente bisogno di sopravvivere.
Dopo aver fatto ambientare il lettore all'interno della comunità del paesino di Camaiore, l’autore lo getta nella confusione più totale. Una notte di primavera un violento temporale frantuma le finestre di casa di Stefano Giannecchini. Appena questo esce sul balcone per dare un’occhiata capisce che qualcosa non va: l’aria è gelida, quasi invernale, e il paese è immerso in un blackout. La mattina seguente scopre che anche il gas manca, così come tutte le linee di comunicazione sono interrotte. Le strade che portano fuori dalla città vengono interrotte da colline dalla rigogliosa vegetazione che la sera prima non c’erano. Cos'è successo?
L’autore cattura fin dalle prime pagine l’attenzione del lettore grazie al prodigioso evento che mette in scena. La lettura prosegue nell'intenzione di capire cosa sia accaduto. Non sfuggono però altri dettagli, tra cui il dialetto utilizzato nei dialoghi e la dimensione corale del romanzo.
Davvero interessante il tentativo mimetico di riportare nel dialogato l’immediatezza del parlato di tutti i giorni. Ciò non avviene soltanto cercando i termini che un normale parlante utilizzerebbe, ma anche, appunto, tramite il dialetto. Meglio precisare: l’autore cerca di imitare la parlata, quindi la tipica gorgia toscana, più che addentrarsi nell'utilizzo di dialettalismi che avrebbero appesantito di molto la lettura (richiedendo, ad esempio, delle note esplicative).
Dalle prime pagine è possibile individuare in Stefano un protagonista ideale, o comunque un punto di vista privilegiato. Eppure il vero protagonista del romanzo è l’intera umanità di Camaiore di fronte all'evento eccezionale. Notevole, dunque, una simile scelta, data la difficoltà di gestire simultaneamente più personaggi e punti di vista.
Camaiore, 25 dicembre 12078 è un romanzo che tramite un evento insolito fa un test ideale: mette alla prova l’Uomo, per scoprire se in esso vi è ancora qualche rimasuglio di sentimento, di compassione e di aiuto reciproco. Un bisogno, quello di ricercare ancora la presenza di sentimenti nell'Uomo, quanto mai sentito oggi.

Luca V. Calcagno
Elzeviro.net