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I simboli quotidiani massonici


31 Dicembre 2010: di Berangher su primopiano, 2940 letture

L’importanza del simbolismo per capire la realtà di oggi.



Paolo Franceschetti


Sommario.


1. Premessa. 2. Simbolismo e vita quotidiana. 3. Simbolismo e linguaggio. 4. Simbolismo, poteri occulti, poteri palesi. 5. Gelli e il Movimento per la difesa del crocifisso. 6. Il caso Saviano e Vieni via con me. 7. Berlusconi e Ruby Rubacuori. 8. Altri esempi. 9. Conclusioni.




1. Premessa.
Conoscere il simbolismo, la storia dei simboli, e il significato di essi, sarebbe fondamentale per capire la realtà che ci circonda. Eppure questa è una materia completamente trascurata in ogni scuola o corso di studio. La cosa non è casuale, ma voluta dal sistema. Se la gente conoscesse il simbolismo, infatti, capirebbe molte cose, troppe, della realtà che ci circonda.
In questo articolo quindi analizzerò l’importanza del simbolismo per poi fare alcuni esempi concreti di alcuni fatti di attualità che sono stati compresi solo da pochissime persone, unicamente perché il cittadino comune non conosce questo misterioso ma anche affascinante fenomeno che si chiama “massoneria”.





2. Simbolismo e vita quotidiana.
L’uomo vive di simboli. Ma non lo sa. Addirittura qualcuno sostiene che ciò che distingue l’uomo dagli animali è solo il fatto che noi riusciamo ad associare i concetti a dei simboli (le lettere e le parole), per poter comunicare meglio di altri animali.
Durante la nostra vita quotidiana noi viviamo ed agiamo in base a simboli.
Perché acquistiamo un vestito di marca preferendolo ad uno di marca sconosciuta? Perché quello è il simbolo della raffinatezza, del lusso, dell’abito che farà fare bella figura.
Ci piacciono le auto di lusso - e la maggior parte di noi gioirebbe ad andare in giro su una Ferrari - perché sono il simbolo del successo, della sicurezza economica, della potenza.
Vorremmo vivere in un castello, perché è il simbolo della ricchezza, del sogno, di una vita principesca. In realtà i castelli veri sono freddi e nessuno di noi, in un’ utilizza mai veramente più di qualche decina di metri quadrati di un’abitazione; ma il castello ha un fascino superiore ad una comoda casa da 100 metri quadri.
Si sogna da grandi di fare gli avvocati o i medici perché sono il simbolo di un lavoro di successo; in realtà è molto più divertente riparare una moto o un auto che trattare procedure fiscali e fare causa alle assicurazioni; ma la maggior parte delle persone preferirebbe fare l’avvocato o il medico piuttosto che il meccanico.
La maggior parte di noi poi, se gli offrissero una poltrona in politica la accetterebbe senza pensarci due volte, ma solo per il simbolo che rappresenta quella posizione; invece, in teoria, fare il politico veramente comporta sacrifici, essere privi di una vita privata, e lavorare incessantemente.
Non possiamo fare a meno del caffè la mattina o delle sigarette perché sono il simbolo del benessere, del momento di raccoglimento e relax, non certo per una reale necessità.
Scegliamo i luoghi di vacanza perché colpiscono il nostro inconscio; si va verso mete straniere, quando magari sono più belli i posti in cui viviamo. All’estero si va a visitare chiese, monumenti, ecc., quando poi non andiamo mai a visitare i monumenti delle nostre città. Si va in Egitto perché è il simbolo dell’antichità e del mistero; si va in America perché è il simbolo della grandezza e della libertà e dell’epoca moderna; alcuni vanno nei luoghi che simbolicamente ricordano la propria infanzia oppure un periodo felice.
Scegliamo una password per la posta elettronica (quando il criterio non è quello della parola più facile da ricordare) perché simbolicamente evoca qualcosa di importante; scegliamo i nomi dei nostri figli perché simbolicamente ci evocano qualcosa o qualcuno.
Regaliamo un anello perché è simbolo di unione; una rosa perché è simbolo di amore; del cibo, simbolo di prosperità e di festa, che a seconda dei casi può diventare simbolo del Natale (il panettone) o della Pasqua (l’uovo), ecc.
E così via.
Tutti noi, insomma, improntiamo la maggior parte della nostra vita sulla base di simboli che provengono dall’inconscio.
Eppure il simbolismo, come scienza, non è materia di studio ufficiale. Il che non è un caso, e fra poco vedremo perché.



3. Simbolismo e linguaggio.
Il simbolismo è soprattutto un linguaggio.
Occorre tenere presente che il nostro linguaggio è composto da simboli. Le lettere non sono altro che simboli, i quali combinati insieme danno luogo ad altri simboli (le parole).
I movimenti del nostro corpo rappresentano simbolicamente stati d’animo o messaggi che mandiamo agli altri. Il dito medio alzato rappresenta il “vaffanculo”; un sorriso è il simbolo del nostro gradimento verso l’altro; la smorfia con cui contraiamo la bocca rappresenta simbolicamente il nostro disprezzo; la carezza è un simbolo d’affetto, e così via.
I simboli poi sono universali o particolari.
Simboli universali sono ad esempio la madre, simbolo della fertilitĂ  e della protezione, il pugnale simbolo di guerra, il cuore simbolo di amore, ecc.
Sono simboli particolari quelli che rivestono un significato solo in una ristretta cerchia di persone.
A questo punto arrivo ad uno dei nodi del problema che voglio sollevare.
I simboli servono per riconoscere la realtĂ  attorno a noi.
Se siamo in una zona sconosciuta di una cittĂ , sono i simboli che ci guideranno (i cartelli stradali, le insegne, ecc.)
Per capire se una costruzione è una chiesa o altro, osserviamo i simboli all’interno e all’esterno di essa.
Ora, dal momento che tutti noi siamo imbevuti di cultura cristiana, distinguiamo immediatamente una chiesa da un tempio buddista, in base ai simboli in essa contenuti.
E per capire che la nostra società è basata sulla cultura cattolica è sufficiente vedere il numero di chiese che si incontrano ad ogni via, constatare che i giorni del calendario sono dedicati ai santi cattolici, e che addirittura la numerazione degli anni solari è effettuata in base alla nascita di Cristo. Impossibile cioè negare che la cultura cattolica sia quella che più di ogni altra ha influenzato modi di vivere, di essere, pensieri, arte, politica, ecc., in Europa.
Il problema della massoneria è che per secoli, come associazione, è vissuta nell’ombra, ed ha operato in segreto. I suoi simboli quindi non sono conosciuti.
Ma se si studiasse il simbolismo massonico, si capirebbe che in realtà la nostra cultura è stata influenzata dalla massoneria quanto e più di quanto ha fatto la Chiesa cattolica.




4. Simbolismo, poteri occulti, poteri palesi.
La Chiesa cattolica è stata per secoli un potere palese. I re che volevano una legittimazione dovevano scendere a compromessi col Papa. La Chiesa aveva territori (che si sono ridotti sempre più nei secoli) e aveva un suo proprio impero. Di conseguenza ha disseminato i suoi simboli ovunque.
La massoneria invece, nella sua lotta secolare contro la Chiesa, ha operato in segreto e dunque le conseguenze sono state (e sono) queste:
- I suoi simboli sono sconosciuti alla maggioranza dei cittadini
- I suoi simboli sono stati nascosti sotto forme apparentemente cristiane, il che rende piĂą difficoltoso riconoscerli.
La comunicazione tramite simboli ha tantissimi vantaggi rispetto alla comunicazione tradizionale. Infatti:
- E' universale e può essere capita anche da persone che parlano lingue diverse;
- E' comprensibile solo a chi conosce i simboli;
- Non costituisce prova in un processo, e anche quando viene decodificata non ci sarà mai la certezza che il simbolo non sia lì per caso, o per coincidenza.
Ecco che, ad esempio, se Thomas Harris scrive il romanzo Hannibal, ambientandolo a Firenze, e chiama "Pazzi" il commissario che si occupa del Mostro di Firenze, è praticamente impossibile provare che il libro costituisce una minaccia diretta a chi indaga sul Mostro di Firenze. E quando poi Thomas Harris assiste alle udienze del processo Pacciani, anziché prendere il fatto per quello che è, ovverosia una chiara intimidazione agli inquirenti e ai giudici, i giornali dicono che Harris era interessato al processo in quanto nei suoi romanzi ha raccontato la storia di un serial killer, come era Pacciani.
Ed ecco che, per fare un altro esempio, se anche nel film "Il mostro" di Benigni si fa riferimento a rose rosse, se il padrone di casa del protagonista si chiama RoccaRotta, se il film esce nelle sale 13 anni dopo l'uccisione di Susanna Cambi e Stefano Baldi, nell'anniversario della loro morte, sarĂ  impossibile provare che il film sia un messaggio in codice diretto al mondo dei mass media per sferrare l'attacco agli inquirenti.
Tutto sarĂ  sempre liquidato come un caso, come una coincidenza.

Questa situazione permette tutt’oggi alla massoneria di agire indisturbata, sotto gli occhi di tutti, comunicando con modi e simboli noti solo agli iniziati, e che per la maggioranza dei cittadini non significano nulla.
Quindi noi ritroviamo la simbologia ovunque, senza sapere che è tale. Solo a titolo di esempio:
- Lo stemma ufficiale della Repubblica (presente nei sigilli notarili, nelle carte intestate dei tribunali, ecc.) ha come emblema il pentalfa massonico.
- I colori della bandiera italiana sono i colori dei Rosacroce.
- La maggior parte delle ditte e delle imprese italiane hanno simboli massonici; solo per rimanere al campo delle auto e delle moto, che è quello che conosco meglio, la Moto Guzzi ha come emblema l’aquila rosacrociana, casualmente lo stesso stemma della Moto Morini; l’Alfa Romeo ha come simbolo la Croce templare a destra e il serpente di casa Visconti a sinistra; la sigla Fiat ricorda il Fiat Lux; lo stemma della Lancia è ispirato allo scudo templare, con la sacra lancia di Longino, e così via…
- I nomi delle vie delle città sono perlopiù dedicati a massoni; sono massoni tutti i grandi eroi dell’Unità d’Italia, Mazzini, Cavour, Garibaldi.
- I simboli dei partiti ricordano sempre simboli rosacrociani o templari: la croce templare della Democrazia Cristiana; la Rosa nel Pugno dei Radicali; l’ulivo, simbolo della Pasqua e di Cristo; la rosa sotto al simbolo dell’Ulivo e dei socialisti; la margherita (altro simbolo che richiama la Rosa Rossa, in quanto uno dei simboli della Rosa Rossa è Santa Rita, il cui vero nome era Margherita); Rifondazione Comunista con l’acronimo RC (nei manifesti rosacrociani è indicato come obbligatorio fondare associazioni e organizzazioni il cui acronimo sia RC o CR).
- Molte chiese cattoliche sono in realtĂ  chiese massoniche; lo sono le chiese dedicate a San Giovanni, Santa Rita, Maria Maddalena, San Bernardo, ecc.
- I simboli e i santi protettori delle cittĂ  italiane richiamano spesso simboli massonici; ritroviamo spesso la croce templare, il giglio (simbolo di Firenze), San Giovanni (patrono di Firenze ma anche di Torino), Santa Rosa (patrona di Viterbo), ecc.
- Massonici sono i simboli di alcune organizzazioni eversive (come le BR, che avevano adottato, guarda caso, la stella a 5 punte che è anche lo stemma della Repubblica).
- Il collegamento con la massoneria fa poi addirittura sorridere quando compare in luoghi e posti decisamente inaspettati; mi ha colpito ad esempio che la rivista ufficiale dei servizi italiani si chiama “Gnosis”. Messaggio chiaro, per chi conosce i rapporti tra gnosticismo e massoneria. Un nome come un altro per chi non sa nulla di queste cose.
La totale ignoranza di questi simboli e del linguaggio massonico permette alle persone appartenenti alla massoneria di comunicare tramite telegiornali, quotidiani, ecc., sotto gli occhi di tutti.
Contemporaneamente i cittadini assistono a scene, riti, messaggi, ecc., che apparentemente sembrano senza senso. Alcuni dialoghi tra politici, alcuni gesti, affermazioni, ecc., sembrano senza senso a chi ascolta.
In realtĂ  spesso questi comportamenti irrazionali (come le famose corna di Berlusconi ad una riunione di capi di governo) hanno un significato ben preciso e molto diverso da quello che la gente pensa.
Provo a fare un esempio con alcuni dei recenti fatti di cronaca di questi ultimi mesi.




5. Gelli e il Movimento per la difesa del crocifisso.
http://www.unmondoditaliani.com/battesimo-del-medic-movimento-per-la-difesa-del-crocifisso-bagno-di-folla-assalto-mediatico-il-crocifisso-cade-e-si-rialza-tre-volte.htm
E’ abbastanza recente la notizia che Licio Gelli ha fondato un Movimento etico per difesa internazionale del crocifisso. All’inaugurazione dell’ente – in una sala a pochi passi dal Vaticano - sono andati cardinali, vescovi, prelati. Chi non è andato personalmente ha inviato un telegramma, come ad esempio il direttore di Famiglia Cristiana, Don Sciortino. Insomma importanti personaggi della Chiesa cattolica, oltre a persone che notoriamente ispirano la loro vita al messaggio di Gesù: ovverosia Andreotti, Fini e Cossiga. Tutte brave persone, timorate di Dio, ed esempi viventi dell'amore di Cristo in terra.
La notizia parrebbe uno scherzo ma non lo è.
Se la cosa mi fosse capitata a trenta anni, mi sarei fatto, incredulo, queste tre domande:
1) come è possibile che una persona come Gelli, che tutto può essere tranne che un seguace del messaggio di Cristo, fondi un’organizzazione del genere?
2) come mai a un evento del genere sono andati dei personaggi ecclesiastici?
3) ma cosa c'entra il direttore di Famiglia Cristiana con Licio Gelli?
4) come mai la Chiesa cattolica non prende una chiara presa di posizione contro fatti del genere?
Oggi, conoscendo, sia pure sommariamente, il simbolismo massonico, e sapendo che la croce è il simbolo per eccellenza anche dei Rosacroce, mi è tutto chiaro e le risposte sono:
1) Gelli non è certo cristiano. Ma la croce è il simbolo dei Rosacroce, e della Rosa Rossa, di cui Gelli fa probabilmente parte. Quindi questa organizzazione non è cattolica, ma rosacrociana.
2) I personaggi ecclesiastici ci vanno perché la Rosa Rossa conta molti dei suoi esponenti proprio tra i cardinali e gli ecclesiastici.
3) Il direttore di Famiglia Cristiana, semplicemente, non è un cristiano ma un Rosacroce, che è cosa ben diversa. Mi piacerebbe spiegarlo a mio padre e mia madre che leggono spesso, da bravi cristiani, questa rivista; ma probabilmente non capirebbero. Per loro il simbolismo è una cosa inutile. E anzi... magari leggendo questa notizia penserebbero che in fondo Gelli è una gran brava persona, vittima a suo tempo di un complotto (comunista ovviamente).
4) La Chiesa cattolica, ai vertici, è troppo collusa con la massoneria per combatterla. Basta ricordare i verbali pubblicati da Salvatore Borsellino, inerenti le confessioni del pentito Calcara, che parlavano di una entità unica che controlla chiesa, politica, economia, e mafia. La Rosa Rossa appunto. E basterebbe vedere l’elenco dei nomi presenti quel giorno per farsi un buon quadro – parziale, si capisce – di coloro che appartengono alla Rosa Rossa.




6. Saviano a Vieni via con me.
Su Saviano scrissi un articolo tempo fa, dando per scontata la sua buona fede, e ritenendolo una persona strumentalizzata da certi poteri. Ho sempre pensato che non parlasse dei poteri sopra la camorra perché non glielo permettevano.
Mi sono sempre domandato quanto fosse consapevole del livello superiore che comanda quella camorra di cui lui parla tanto; mi sono sempre domandato quanto fosse consapevole che molte delle persone con cui si rapporta e va in televisione sono in realtĂ  appartenenti a quei poteri che controllano e strumentalizzano la camorra.
Ascoltando attentamente le dichiarazioni di Saviano, invece, viene fuori un quadro completamente diverso.
Anzitutto si dichiara filo israeliano; e per chi conosce il legame tra ebraismo e massoneria la cosa appare perlomeno sospetta.
Ma soprattutto il suo gioco appare chiaro quando, davanti a Fazio, durante la trasmissione Vieni via con me, presta il giuramento della Giovine Italia di Mazzini. Proprio quella Giovine Italia che, per chi conosce la storia massonica, è una creazione rosacrociana.
Tradotto in altre parole: Saviano ha prestato il giuramento rosacrociano. In pubblico.
Una cazzata incomprensibile, quasi un gioco, per chi non sa nulla di queste cose.
Una chiara dichiarazione di appartenenza per chi conosce la massoneria e i Rosacroce.




7. La vicenda di Berlusconi e Ruby Rubacuori.
Una delle cose più divertenti di questi ultimi mesi è stata, per chi conosce il simbolismo rosacrociano, la vicenda di Berlusconi e di Ruby Rubacuori.
Il cittadino all’oscuro di poteri occulti, e che vota Berlusconi, pensa ovviamente ad uno scherzo confezionato dai comunisti per danneggiare il premier; il cittadino di sinistra pensa che il nostro premier sia una persona immorale.
Il cittadino piĂą intelligente scorge, dietro alla vicenda, manovre politiche occulte, messaggi trasversali, magari ipotizza che certe notizie servano per coprire ad arte altre piĂą importanti.
Conoscendo il simbolismo, invece, appare anzitutto chiara una cosa. La firma.
La firma della Rosa Rossa è evidente nell’improbabile nome della minorenne: Ruby Rubacuori, ove la doppia R sta per Rosa Rossa. Ma il simbolismo non si ferma solo a questo (altrimenti, se si trattasse di una semplice doppia R, potremmo anche pensare ad un caso). Ruby sta per rubino, pietra dal colore del sangue, mentre quel cuore di “rubacuori” indica ancora una volta la Rosa (la rosa rossa è infatti il simbolo del cuore rosso di Cristo).
A questo punto risulta anche evidente che è un messaggio ben preciso a Berlusconi e che questo messaggio dice, in sostanza: togliti di mezzo con le buone, oppure ci pensiamo noi con le cattive.

8. Altri messaggi simbolici.
Ricordo ora velocemente, e a caso, senza un ordine preciso, alcuni dei messaggi che ogni tanto si vedono in TV o nei giornali.
- Fini che ad ottobre 2008 indossa la kippah ebraica; un bellissimo gesto, all’apparenza, segno di riconciliazione tra fascisti (che promulgarono le leggi raziali) ed ebrei; segno di sottomissione all’élite ebraica, e chiaro segnale, per chi osservava, che presto ci sarebbe stato un ribaltone ove Fini avrebbe acquisito maggior potere di prima rispetto a Berlusconi.
- Berlusconi che dice che non vuole essere giudicato dai giudici ma da “suoi pari”, frase incomprensibile per il cittadino comune, in quanto non si capisce chi siano questi pari (altri imprenditori? Altri politici? In ogni caso è un discorso senza senso per un politico, che peraltro è laureato in giurisprudenza e quindi i concetti base del diritto li ha). Il massone infatti ripudia il tribunale profano, e deve essere giudicato da suoi pari (cioè dal tribunale massonico).
- Santoro che nel 2005, durante la trasmissione Rockpolitik di Celentano dice, sotto i riflettori ed in tono solenne: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. A parte che questo è il motto della rivoluzione francese, voluta dai massoni. Soprattutto però, il testo originale della frase era: libertà, uguaglianza, fraternità; Santoro cioè ha distorto volutamente la terza parola, trasformandola in fratellanza, alludendo alla fratellanza massonica. Quello era, cioè, un appello alla massoneria per poter rientrare in RAI.




9. Conclusioni.
In conclusione, lo studio del simbolismo sarebbe fondamentale per interpretare correttamente la realtĂ  e capirla.
Ma è anche per questo che non ce la faranno mai studiare, e che, anzi, chi studia il simbolismo viene giudicato un eccentrico che si dedica a una cosa quasi del tutto inutile.
Ed è probabilmente anche per questo che studi sul simbolismo organici e completi non ce ne sono quasi per niente, almeno a quanto mi risulta.
Ed è per questo che continueremo a non capire nulla di ciò che accade attorno a noi, sembrandoci perfettamente normale che Linda Giuva, la moglie di D'Alema, riordini l'archivio di Gelli per donarlo al comune di Pistoia e che, successivamente, dia insieme al Maestro Venerabile una conferenza per presentare l'evento, nel febbraio 2006.
E così continueremo a pensare che D'Alema sia comunista e che sia contro Berlusconi.



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