I “fondelli”: di Marchionne

19 Giugno 2010: di Ciao Europa su primopiano, 636 letture
Innanzitutto non arricciate il naso alla parola “fondelli”. E non venite a dirmi che io, scrivendo “fondelli”, sono il “solito becero fascista”. La parola “fondelli” è stata usata da Sua Eccellenza Sergio Marchionne, a latere della Lectio Magistralis del Governatore della Banca d’Italya Mario Draghi: “Smettiamola di prenderci per i fondelli, lunedì scorso a Termini Imerese si è scioperato solo perché giocava la Nazionale...” (1). E, poiché si parla di Termini Imerese (Sicilia), mi corre l’obbligo richiamare un detto siciliano che si adatta perfettamente allo stato dei rapporti tra Marchionne, gli Agnelli/Elkann e gli Italyani tutti: “La minchia nculu ad autri è un filu di jina, nculu a nuantri è nu palu di luci” (traduco: “Il cazzo in culo agli altri è come un filo d’erba, in culo a noi è un palo di luce”).

Per fortuna in Italya ci sta la “democrazia antifascista nata dalla resistenza”. E tanti “uomini dabbene” che amministrano la “Res Publica”. E tanti Magistrati che applicano le Leggi per impedire che taluni, forti del loro potere contrattuale, inculino gli Italyani. Fu così che la FIAT crebbe, creò in Italya tanti stabilimenti, portò gli stabilimenti all’estero. Tanto gli Italyani erano tanto minchioni da guardare alla FIAT come “industria nazionale”, malgrado la stessa producesse in Italya 600.000 automobili sui 2 milioni di automobili che si vendevano in Italya.

Del resto la storia dei proprietari della FIAT era esemplare: gli Agnelli erano “nati giudei” ma si erano “convertiti al cattolicesimo” in tempi obiettivamente nefandi nei quali si guardava ai giudei con una certa diffidenza. Poi, superati quei tristissimi tempi, gli Elkann hanno ripreso a “frequentare la sinagoga”, tornando alla religione dei nonni. E, dovendo affrontare periodi di “rapina internazionale” hanno trovato Marchionne, l’uomo giusto a sparare “perfide minchiate” con la sua faccia di bronzo foderato al tungsteno.

Non mi credete? E allora riflettere sulle parole di Marchionne: “Smettiamola di prenderci per i fondelli, lunedì scorso a Termini Imerese si è scioperato solo perché giocava la Nazionale...” (1). Ecco: a dire di Marchionne gli operai di Termini Imerese scioperano solo perché gioca la Nazionale, il fatto che FIAT ha annunciato che a fine 2011 chiuderà lo stabilimento di Termini Imerese, gettando sul lastrico 2.500 famiglie, è un particolare insignificante . Mirabile esempio di applicazione pratica del detto siciliano.

Insomma FIAT (degli Agnelli, degli Elkann e di Marchionne) ha spremuto agli Italyani una montagna di soldi; ha portato gli stabilimenti all’estero, spacciandoci per “italiane” le automobili costruite all’estero e.... E, per bocca di Marchionne, ci tratta da idioti senza cervello. Colpa di FIAT, dei suoi proprietari e dei suoi manager? NO, colpa degli Italyani.

Sia chiaro: gli Italyani esistono da millenni. Appena 150 anni fa si ribellarono a chi definiva “l’Italia una espressione geografica” (Metternich) e a chi definiva “l’Italia terra dei morti” (La Martine). Si ribellarono e crearono uno “Stato”. Ma poi si scordarono che “lo Stato è l’organizzazione di un certo popolo stanziato in un determinato territorio”. Scoprirono la “libberazzzione”, la “democrasssia” e le “frontiere aperte”. Più che logico che, in questa congiuntura, gli Agnelli/Elkann ci inculino, più che logico che Marchionne ci beffeggi. Su queste cose costoro hanno il consenso della “classe dirigente (?!?)” di questo sventurato paese che tifa per costoro. A danno degli Italyani tutti.

Gli Italyani? Sono senza “Patria”, senza “frontiere”, senza “memoria del passato” e senza “speranza per il futuro”. Ci siamo perfino scordati di essere nati “figli della lupa” per farci “figli della pecora”. Amministrati dai “figli della Troia”. Amen, anzi Shalom!

Antonino Amato

(1) “Marchionne contro i sindacati: vogliono ammazzare l’industria?” in “Corriere della Sera” del 19 giugno 2010, pagina 8.


fonte : Ciao Europa