Nabucco A Masada

16 Giugno 2010: di Dave su viaggi_e_vacanze, 1466 letture

Chissa' , forse i piccoli corvi dalle remiganti color arancio non erano rimasti sulla rocca , nel 74 d.c., forse erano scappati, presagendo il dramma incombente sulla ex fortezza del re Erode il Grande, allora in possesso degli Zeloti, gli ultimi rivoltosi del popolo ebraico contro la dominazione di Roma ,allora padrona della Palestina, estrema provincia dell’Impero.
La Decima Legione, condotta da Flavio Silla, aveva cominciato l’assedio nel 72 d.c., mirando ad assetare gli occupanti la fortezza. Ma la serie di grandi cisterne fatte costruire dal re Erode, che aveva indirizzato verso la rocca tutte le acque piovane della zona, memore delle conoscenze acquisite a Petra per la abilita’ dei Nabatei, aveva permesso la sopravvivenza degli ebrei assediati.
I Romani , con la consueta perizia di genieri, avevano tagliato il flusso delle acque, ed innalzata una rampa di terra e pietre, tale da portarli all’altezza delle mura, alte ben 400 mt..

Metzadà shenìt lo tippòl…Masada non cadra’ , mai piu’..cosi’ giurano i militari israeliani , portati sulla fortezza durante il loro addestramento..

E’ struggente immaginare, pensare, comprendere, la somma dei sentimenti che il trascorrere del tempo ha sovrapposto in quel luogo..
desiderio di liberta’, tanto da suicidarsi in massa per non soccombere in schiavitu’, ricerca di gloria ed affermazione della potenza ,allora padrona del mondo che stava attorno al Mediterraneo, ...insieme di conoscenze, portatrici di vita, di morte, applicate alla tecnica del sopravvivere ove vita non vi é (il Mar Morto contorna Masada) , e di conquistare senza pieta’.

Osservato dalla rocca, l’anfiteatro edificato per l’Opera di Israele, un semicerchio cui si contrappone un grande palcoscenico, e’ una formica nel pianoro tra le montagne del deserto della Giudea ed il Mar Morto, ed ora, dietro questo teatro circondato da sabbia e pietre, Masada si erge imponente , illuminata da grandi riflettori che sembrano renderla irreale, come un omaggio alle realta’ crude che la avvolsero circa 2000 anni fa.

Il 5 giugno trascorso, Il Nabucco e’ stato rappresentato qui, in una suggestione di luci capaci di dare la forma al buio del nulla, inspessendo volute di fumo fatto salire nell’aria, indirizzando al cielo fasci di luci , a costruire regge e colonne…mentre il coro, in italiano , volava verso la rocca ora non piu’ assente , ma immersa nella musica, e complice dello spettacolo…

Erano le giornate dei fatti in mare, ombra di Gaza…. qui, nel deserto, tutto appariva lontano, quasi aspettando il destino che il ciglio della strada guardera' passare e che forse, mai si avvererà



Dave…