Non chiamateli 'perfidi'. Chiamateli 'giudei'

02 Giugno 2010: di Ciao Europa su primopiano, 608 letture

Sulle faccende di questo mondo si possono avere opinioni disparate. E tutte le opinioni possono essere rispettabili se rispettano i canoni del buonsenso e della logica. Ed invece...... Invece, quando si parla di “Israele”, tanti autorevoli signori tentano di darcela a bere a dispetto del buonsenso e della logica.

Molti Giudei sognavano Gerusalemme e, dopo 2 millenni, ci sono tornati. Solo che, tornati in Palestina, non hanno edificato il “Regno della Pace” ma il “Regno della Discordia Perpetua”. E questo perché, “dove arriva il Giudeo, gli altri devono sloggiare”, non ammettendo la loro “fede” (?!?) di “convivere con idolatri”. Ne deriva che i Giudei non vogliono solo un pezzo più o meno vasto della Palestina, ma vogliono anche che “i Palestinesi vadano fuori dalla Palestina”. E questa pretesa rende il problema irresolubile.

Prendete la “striscia di Gaza”. Gli Israeliani l’avevano occupata manu militari. E il Diritto internazionale consentiva loro di tenerla a tempo indefinito. Solo che l’occupazione militare di un territorio costa. Costa in uomini e costa in soldi. E questo fatto (il costo delle occupazioni militari) ha convinto gli Europei a rinunciare alle loro colonie: le spese erano superiori agli utili. Ed allora cosa vanno ad inventarsi i Giudei? Si ritirano dalla “striscia di Gaza”, ma pongono l’embargo ai confini della stessa. Costringendo quelle popolazioni ad una vita più che miserabile. Inutile dire che l’embargo non è previsto dal Diritto internazionale, ma i Giudei, forti della loro fede, s’inventano un loro “diritto” particolare.

Sì, l’embargo provoca delle fibrillazioni in Palestina. Ma a sedarle provvede l’armatissimo esercito israeliano. Sì, l’embargo sollecita altri a portare soccorsi. Ma ad impedire che i soccorsi arrivino alla meta si provvede con “atti di pirateria”. E di pirateria armata ed assassina.

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Eravamo a questo punto. Al fatto che, nella mattina del 31 maggio 2010, l’esercito israeliano ha fermato in acque internazionali delle navi che portavano dei soccorsi umanitari alla popolazione sotto embargo nella striscia di Gaza. E a quello che ne è seguito: morti, feriti e tutti trasferiti in Israele. Ed è su questo fatto assurdo e belluino che si è imbastita l’ennesima “perfida impostura”.

Cito alcuni interventi apparsi sul “Corriere della Sera”. Alessandro Piperno c’informa che “un ebreo quando pensa ad Israele non lo fa con il cervello bensì con il sangue” (1). Dopodiché passa ad una serie di considerazioni perfino condivisibili: l’impossibilità di fermare l’avanzata demografica del Terzo Mondo. Solo che sulle conclusioni Piperno mostra la sua “essenza giudea”. Perché è un fatto che gli Europei tutti, in Europa e negli USA, si stanno rattrappendo davanti all’avanzata dei popoli del Terzo Mondo. Ma, mentre sull’avanzata dei popoli del Terzo Mondo in Europa e negli USA Piperno si rassegna, ragionando con il “cervello”, sull’avanzata demografica dei Palestinesi in Palestina Piperno sosta dubbioso, ragiona con il “sangue” e non riesce ad offrire l’unica saggia conclusione: i “semiti Giudei” accettino di convivere coi “semiti non giudei”. Lo impedisce la “fede” che impone che “nella terra che Jahvé ha concesso ai Giudei non è ammessa l’idolatria”. E, allora, guerra infinita. Almeno fino a quanto il “Titanic galleggia”.

Avevo letto l’articolo di Piperno e mi ero detto: “questo giudeo fa mostra della sua intelligenza. Ed espone un’analisi corretta. Solo che rifiuta di trarne le debite conclusioni. Vittima della sua perfidia”. Poi mi sono imbattuto in Davide Frattini (2) e in Erika Dellacasa (3). Frattini c’informa che alcuni dirigenti della Ong turca, che ha organizzato la “spedizione umanitaria” verso Gaza “sono stati visti stringere la mano a dirigenti di Hamas”. E questo fatto trasforma la “spedizione umanitaria” in “azione terroristica”. Dellacasa ci fa sapere che uno degli organizzatori della Ong genovese, che ha inviato i “pacifisti italiani” a Gaza, è stato inquisito (ma assolto) per “aiuti ai terroristi”. E questo trasforma i “pacifisti italiani” in “fanatici kamikaze”. Insomma: al largo di Gaza i pacifisti hanno aggredito i soldati israeliani. E, da bravi criminali terroristi (sono sempre i pacifisti) si sono fatti uccidere, ferire e trasportare coattivamente in Israele. Giusto per imbrogliare il mondo intero. E dipingere Israele come stato assassino criminale e terrorista. Gli impostori!

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Alzo gli occhi dal giornale e mi dico: “Piperno è un perfido giudeo. Ma questi due sono 2 perfidacci”. Quand’ecco che.... M’imbatto nei “Giudei romani” (Romani? Abitanti a Roma, ma con il cuore a Gerusalemme) (4). Costoro sono preoccupati ed esternano le loro paure al “Corriere”. Pensate: un corteo di protesta per i “fatti del 31 maggio 2010” è passato vicino al ghetto. E dal corteo gridavano: “Fascisti! Assassini!”. Dichiara Rasha Reibman: “Siamo tutti angosciati”. Dichiara Renzo Gattegna: “Aggressione contro Israele”. Dichiara Riccardo Pacifici: “Israele ha agito per paura”. A sostegno delle loro paure la deportazione del 16 ottobre 1943.

Respiro sollevato. In Palestina si piange, si fanno figli e si spera. Questi giudei, invece, hanno solo la “fede”: troppo poco per ingannare il mondo intero.

Antonino Amato

(1) “L’ETERNA FATICA DI UN SOGNO” in “Corriere della Sera” del 2 giugno 2010, pagina 1;

(2) “La Ong turca sponsor della flotta: necessari rapporti con Hamas” in “Corriere della Sera” del 2 giugno 2010, pagina 2;

(3) “L’associazione sospettata di aiutare i kamikaze recluta pacifisti” in “Corriere della Sera” del 2 giugno 2010, pagina 2;

(4) “Gli ebrei romani: Abbiamo di nuovo paura” in “Corriere della Sera” del 2 giugno 2010, pagina 6.


fonte : CiaoEuropa