La pittura onirica di Giuseppe Dente

21 Aprile 2010: di Sabrina Falzone su arte, 1936 letture

Surreali figure, avulse dalla quotidianità, si susseguono con inaspettata urgenza pittorica sulle tele dipinte ad olio di Giuseppe Dente, instancabile interprete di un mondo onirico animato da generosa bellezza e languide lussurie, amabilmente immerse in remoti silenzi esistenziali. Da questa immaginaria riedificazione mentale ne emerge un universo femminile atavico dalle corrispondenze ancestrali, che dialoga con il tempo e lo spazio, che risveglia la sfera del sentimento, ineluttabile e primordiale. Nell’opera intitolata “Alibi nella mente” il pittore romano genera proprio questo scenario sospeso tra le esigenze reali e l’ebbrezza del sogno.
Le pennellate lineari coadiuvano l’artista nell’intento di ricreare atmosfere ultraterrene, delineando così una nuova città ideale, frutto del connubio pittorico tra il processo cerebrale e le esigenze comunicative.
Attraverso una limpida narrazione Giuseppe Dente riesce a descrivere il suo amore per le donne, la sua incontrastata fiducia nelle qualità muliebri che diventano motivi precipui d’ispirazione creativa. L’elogio femminile convive con le straordinarie assenze virili di cui è contraddistinta la ricerca artistica di Giuseppe Dente, salvo talune eccezioni.
Sia nella tela “Omaggio alla conoscenza” che in “Andare a segno” il linguaggio della sintesi prende il sopravvento sull’apparato esecutivo e converge in una poetica della brevitas capace di sottolineare le eloquenze del silenzio e il desiderio di conoscenza valicando i confini del visibile.
Il punto forza della pittura di Giuseppe Dente è rappresentato, tuttavia, dagli accordi cromatici e dall’equilibrio tonale che auspica una longeva serenità spirituale a chi osserva i suoi quadri. I colori, vivaci e vibranti, contribuiscono a trasportarci in una dimensione “altra” e parallela grazie alla loro immediatezza e spontaneità nell’insieme.
Il cromatismo gaio della produzione pittorica di Giuseppe Dente si concilia perfettamente con la sperimentazione di sorgenti luminose, inserite in ambientazioni naturali rivisitate dallo sguardo interiore. Esse scaturiscono leggere ed effimere sensazioni di luce.