La dea verde (2')
Di solito, un Caicco, quando naviga lungo le coste della Turchia,al momento dell'ormeggio, si dispone perpendicolarmente alla spiaggia , dando fondo all’ancora di prua, e poi passa una o piu’ cime di poppa,che vengono fissate ad uno scoglio o ad una pianta a terra. In molti anfratti rocciosi si trovano gia’ predisposte alcune grosse bitte in acciaio, verniciate di rosso, , che sono utilissime per le barche ,anche in caso di emergenza, e che certo farebbero torcere il naso agli ambientalisti, ma che hanno il pregio della visibilita’, mancanza,questa in Italia, per molte strutture pubbiche fisse, tipo i tralicci dell’alta tensione, ed i cavi tesi tra di essi ,magari inseriti bene nell’ambiente, ma poco visibili.
La scelta di questo tipo di vacanza ,dopo anni di navigazione con la mia barca e di ferie dedicate a peregrinazioni lungo le isole d' Italia era nata come un desiderio di distacco dalle attenzioni che nascono dall'avere una propria imbarcazione ,e mi aveva preso durante l’inverno ; la scelta era quindi caduta su di una crociera in Turchia, paese gia' visitato anni prima, ma come turista terrestre.
Le 8 cabine della barca, un 90 piedi di lunghezza( 30 mt c.ca ,largo 6 ) ci avevano ricevuto a Bodrum,ed io tra loro, in una singola, in un porto occupato da Caicchi di ogni stazza, nel pieno di un agosto torrido ed umido.
Ora il Taner si faceva osservare dall’acqua, in occasione del primo bagno di mare di noi turisti , ormeggiato tra la costa rocciosa ed il mare, a Cnidos, di fronte al teatro greco, ed al tempio di Venere .
Dicono che in questo porto naturale, difeso dal mare e dai venti da coste molto frastagliate,abbia passato diverso tempo San Paolo, nel suo viaggio in direzione dell’Urbe, dopo essere salpato da Cesarea (costa della Palestina),per farsi giudicare dall’imperatore, lui Israelita , ma cittadino romano, che, dopo aver data la caccia ai cristiani si era convertito,divenendo quindi colpevole di tradimento nei confronti di Roma .
Non penso che l’Apostolo si sia mai immerso in questo mare blu intenso, ne’ si sia addentrato nel sacello della dea della bellezza, lui che magari un po’ misogino lo era( se davvero lo sentite necessario prendete moglie, diceva…..come dire senza il gentil sesso si vive …meglio). Lui pero' era un santo, e probabilmente mai si sarebbe interessato alle turiste del Caicco, ora con me e gli altri a bearsi del fresco liquido del mare turco.
Ripensando alla vacanza , devo dire che gli ospiti imbarcati con me , quasi tutti italiani , alla crociera di 7 giorni, tra cui tre ragazzi affatto chiassosi, sono stati compagni di navigazione piacevoli e portatori di esperienze passate condivise tra tutti, che hanno incrementato le reciproche conoscenze , stimolato domande, e, per chi ha saputo vederci dei misteri,ha apportato curiosita’,e solleticata la mente.
Da altri Caicchi ormeggiati nelle nostre vicinanze, spesso partivano grida poco urbane e musiche tambureggianti, manco ci si trovasse in Italia, con il classico becero e patetico modo di fare che molte volte mi aveva perseguitato in vacanze precedenti. Il Taner, al contrario, era sede di allegria mai fuori dai margini, di sapere mostrato senza eccessi o prevaricazioni , e, perche' no ,di pranzi e cene che la valentia culinaria dell’equipaggio supportava con grande capacita' ,merito anche degli acquisti di pesce a prezzi accettabili nei negozi dei porti ove si approdava o direttamente dai pescatori che venivano sottobordo con le loro barche al Caicco.
L’unica cosa non positiva è stata l’aria condizionata , nelle cabine, di notte, quando si era attraccati in banchina. Il caldo e’ stato spesso soffocante.
A causa del rumore generato dai condizionatori ,non e’ consentito tenerli in moto nei porti.
Le cose sono andate meglio durante gli ormeggi lungo le coste; ma alla fine molti hanno scelto di dormire comunque in coperta, ove ci si deve pero’ riparare dall’umido della notte.
Tante cose succedono la notte. Sopporto abbastanza bene il caldo, ma spesso mi alzavo per bearmi del silenzio del mare. I compagni di vacanza si erano addormentati sotto i teli disposti dall’equipaggio,avvolti in tute e coperte. Per me era normale fare un giretto per la barca, abitudine nata durante le soste notturne in baie tranquille , durante vacanze passate.Ed anche memore di giri di ispezione durante il servizio in Marina Militare…
I flashes della Canon avevano illuminato la distesa liquida un paio di volte, nelle notti…davvero una strana idea fotografarlo nel buio. La donna russa che aveva quella macchina fotografica chiedeva spesso al capitano Yasar di passare in porto la notte, suscitando la disapprovazione di tutti noi, e quindi mai era accontentata. Il cellulare pigliava poco e nulla lontano dalla terra.
Mi venne naturale pensare che quella compagna di viaggio avesse una gran bisogno di comunicare...
Dave
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Dave
06 Settembre 2009, ore 22:58
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