Replica al sindaco di Lioni

25 Agosto 2009: di Lucio Garofalo su primopiano, 726 letture
...e all'assessore Ruggiero

Leggendo le risposte rilasciate dal Sindaco di Lioni, esattamente sul sito IrpiniaNews, e dall’Assessore Salvatore Ruggiero sul blog TeleLioni in seguito al mio intervento, non intendo affatto sottrarmi ad uno stimolante e proficuo scambio di opinioni.

Anzitutto devo riconoscere che le repliche dei due esponenti istituzionali denotano senza dubbio un certo grado di cultura civile e democratica, per cui ravviso la possibilità di promuovere una preziosa dialettica democratica anche attraverso un vivace confronto a distanza su siti on-line tra i cittadini e i rappresentanti degli enti locali.

La democrazia del futuro viaggia sui canali di Internet e si esplica in quelle che sono le agorà dei giorni nostri, ossia le piazze virtuali di discussione e partecipazione politica. Il web è probabilmente uno degli strumenti più efficaci per superare “uno dei limiti di questa Amministrazione” che, come ammette lo stesso Salvatore Ruggiero, “si manifesta proprio in modo vistoso sul piano della comunicazione verso la cittadinanza”.

Riconosco altresì che l’assenza di un’opposizione seria e credibile non è imputabile all’attuale maggioranza consiliare, così come il deficit di democrazia partecipativa non si può ascrivere alle responsabilità di una sola Giunta municipale, in quanto si tratta di un clima politico, una mentalità e un malcostume che hanno avuto origine in altri contesti e altre esperienze storiche. Ma bisogna anche aggiungere che l’odierna amministrazione, guidata dal sindaco Rodolfo Salzarulo, non si è spesa molto per migliorare la situazione ereditata dalle precedenti gestioni municipali.

La mia riflessione non si riferisce a comportamenti specifici assunti dai singoli amministratori, ma tende ad inquadrarsi in una cornice storica e politica più vasta e complessa. In tal senso, sono pienamente d’accordo con l’analisi suggerita da Salvatore Ruggiero per provare a spiegare e comprendere la regressione e l’imbarbarimento culturale, civile e politico compiuto dalla società italiana negli ultimi venti o trent’anni.

Pertanto, raccogliendo l’invito ad essere più incisivo e costruttivo, mi permetto di rilanciare una proposta politica semplice, immediata ed efficace: il bilancio partecipato.

Al di là delle chiacchiere e dei ricordi nostalgici, una democrazia a partecipazione diretta si traduce in una serie di strumenti e dispositivi tecnico-amministrativi che permettano alla popolazione di contribuire in modo attivo e concreto all’elaborazione e all’esercizio della politica municipale, favorendo la più ampia partecipazione possibile alle decisioni davvero importanti e determinanti per la comunità quali, ad esempio, le scelte concernenti la progettazione e la gestione del bilancio economico comunale.

Raccogliendo l’invito del sindaco di Lioni, mi permetto di suggerire in sintesi le eventuali modalità tecniche e pratiche di attuazione di una simile ipotesi partecipativa.

La partecipazione al bilancio municipale si compie anzitutto su base territoriale: il Comune di Lioni, ad esempio, è diviso in quartieri. Nel corso di pubbliche assemblee la popolazione di ciascun quartiere è invitata ad esprimere e precisare i propri bisogni e stabilire le priorità in vari ambiti di intervento come l’ambiente, la scuola, la sanità.

Il passaggio successivo sarà di integrare le proposte con una partecipazione promossa e allargata su basi tematiche mediante il coinvolgimento delle varie categorie professionali, dei ceti produttivi e dei lavoratori. Ciò permetterà di acquisire una visione più organica e completa del territorio, della collettività e delle sue esigenze reali.

L’amministrazione comunale dovrà essere presente a tutte le assemblee con un proprio referente, che ha il dovere di fornire ai cittadini le informazioni legali, tecniche e finanziarie, nonché per avanzare proposte, evitando con cura di influenzare le decisioni dei partecipanti alle discussioni. Al termine di questo percorso, ogni gruppo espone le sue priorità all'Ufficio di pianificazione, che redige un’ipotesi di bilancio tenendo conto delle priorità indicate in precedenza. Il Bilancio viene infine approvato in una seduta del Consiglio comunale. Nel corso dell'anno, attraverso apposite assemblee, la cittadinanza valuta l’esecuzione dei lavori e dei servizi previsti nel bilancio dell'anno precedente.

Non mi pare che si tratti di una proposta politica astratta e utopistica, anzi. Serve solo la volontà politica di rendere possibile e praticabile anche a Lioni un’autentica democrazia assembleare e partecipativa.

Lucio Garofalo