Madoff e Ponzi

20 Agosto 2009: di Claudio Antonelli su primopiano, 690 letture
Dopo la frode planetaria compiuta da Bernie Madoff, altre frodi di tipo piramidale –i mass media nordamericani le chiamano “Ponzi scheme” – sono state scoperte dalle autorità. Mi limiterò a menzionare quella perpetrata da Allen Stanford di Antigua, ed una molto più vicino a noi, a Montréal, di cui sarebbe autore il finanziere Earl Jones.

Una premessa: i nomi degli autori delle frodi rimarranno per qualche tempo nella memoria ma dopo un po’ si affievoliranno. E veniamo al punto fondamentale: nessuno di questi questi nomi viene collegato dai mass media ad un gruppo etnico particolare. Sì, Madoff, come tutti noi sappiamo, appartiene ad un gruppo etno-religioso ben distinto; e così anche i suoi stretti collaboratori. Però chi osasse mettere in evidenza un tal legame, allargando solo un po’ il discorso, susciterebbe la tremenda accusa di “anti...”, pagando un altissimo prezzo.

Paradossalmente, un’etnia, un gruppo, una “razza” rimarrà invece indelebilmente collegata a queste oscene frodi. E ciò grazie al cognome italiano dell’espressione “Ponzi scheme”, che i mass media ripetono come un mantra. Questa etnia, purtroppo, è la nostra. L’italofofobia, al contrario dell’ “anti...”, non è infatti un tabù. Tutt’altro. Anzi, l’italofobia è il cavallo vincente dei produttori di Hollywood e dintorni (la serie televisiva “Soprano” ne è un esempio).

Ma chi fu Ponzi? Carlo Ponzi fu un imbroglione che divenne per breve tempo ricco negli USA, intorno agli anni ‘20, grazie ad una frode finanziaria piramidale sul modello della catena di S. Antonio: un sistema truffaldino che da che mondo è mondo ha separato schiere infinite di gonzi e meno gonzi dal loro gruzzolo. Ora, in Nord-America, a questo Ponzi è stata attribuita, nientedimeno, la paternità delle frodi condotte con il metodo della catena di S. Antonio. Metodo basato sull’aumento vertiginoso degli investitori, che si verifica nella fase iniziale della “catena” e che permette di pagare quelli che vengono prima con i soldi di quelli che vengono dopo (ma dopo un po’ la catena si spezza...).

Che il verbo “to galvanize” debba tutto al nostro Galvani, e che i “volts” debbano tutto al nostro Volta, pochissimi lo sanno in Nord-America. Ma tutti sono convinti che il comportamento “peu catholique” di Madoff debba tutto al suo ispiratore e nume tutelare: il cattolico Ponzi, dal sonoro nome italiano. E questo grazie ad un’attribuzione di paternità decisa dai mass media nordamericani ed ora estesasi all’intero pianeta. Infatti, anche le enciclopedie e i dizionari redatti in Europa dovranno d’ora in poi adeguarsi e concedere, come già avviene in Nord-America, il posto d’onore a lui: l’italiano Ponzi, “inventore” di una truffa che in realtà è millenaria e che è stata condotta a livelli di assoluta eccellenza da persone di ben altra origine.

I pregiudizi e gli stereotipi basati sull’identità nazionale ed etnica sono oggi combattuti strenuamente in nome dei sacrosanti “diritti umani”. Ma i mass media continuano imperterriti a lordarci. E lo fanno con assoluta impunità.

La paternità morale della truffa compiuta da Madoff, attribuita a Ponzi, e il vero e proprio terrore che attanaglia un po’ tutti circa un eventuale discorso sul carattere culturale ben specifico dei tanti “Madoff scheme” di cui il mondo della finanza pullula, dimostrano che la divisione tra buoni e cattivi è il pilastro su cui si regge, dal dopoguerra in poi, l’impalcatura, intoccabile, dei nuovi, trionfanti conformismi a carattere etnico.

Claudio Antonelli (Canada)