Deficit democratico

20 Agosto 2009: di Lucio Garofalo su primopiano, 559 letture
Partiamo da un paio di domande, che forse potrebbero risultare scomode e imbarazzanti per chi è collocato nelle alte sfere del potere politico locale. Da quanto tempo non viene convocata la popolazione per un confronto serio e civile con la Giunta che amministra il paese? Quali strumenti di controllo e di partecipazione politica sono concessi ai cittadini? A Lioni sono ancora possibili e praticabili forme di gestione partecipativa e momenti di democrazia assembleare?

“Il mondo è piccolo … ma anche molto cattivo”, è una battuta tratta dal film “Per qualche dollaro in più” di Sergio Leone. Cito la frase pronunciata da Wild, il gobbo interpretato da Klaus Kinski, per sostenere che se esiste un deficit di democrazia e libertà sul piano politico nazionale, la realtà locale non è certo confortante, anzi.

Ormai è un dato di un’evidenza oggettiva: anche a Lioni non si può fare a meno di “rassegnarsi” all'assenza di un'autentica e credibile forza di opposizione e di alternativa al sistema di potere imposto in una piazza che si richiama storicamente alla “sinistra”.

Mi sovviene tale riflessione poiché in questi giorni notavo (non per la prima volta) che la scena politica locale non riserva più sorprese, dando l’impressione che tutto sia già deciso o che tutto taccia. In ogni caso, la conclusione più scontata da trarre è che non esiste più alcuna possibilità di dibattito e confronto, di critica ed opposizione, sia all’interno delle istituzioni amministrative, sia all’esterno, negli spazi sociali.

Ammetto spontaneamente (anticipando eventuali obiezioni) di non partecipare in modo diretto alle vicende politiche del mio paese da molto tempo, benché sia sempre pronto ad informarmi e interessarmi, per cui sarebbe fin troppo facile rimproverare al sottoscritto un certo grado di “assenteismo”, ma questa non sarebbe un’obiezione valida e intelligente. Al contrario, si rivelerebbe un’accusa ovvia e inefficace.

Sarà probabilmente dovuto anche all’età che avanza, oppure alle cocenti delusioni provate in seguito ad esperienze negative di impegno politico svolto in prima persona, sta di fatto che il sottoscritto si è da tempo congedato dalla politica concreta, ma non ha mai smesso di occuparsene in termini astratti. Questa precisazione serve per sgombrare il campo da ogni possibile equivoco e da ogni obiezione che rischierebbe di inficiare il senso del ragionamento, che tenta di abbracciare altre questioni.

Nel Comune di Lioni manca da anni una vera opposizione, sia a livello istituzionale che sociale, per cui si riscontra un innegabile deficit di democrazia, un vuoto di trasparenza e di vigilanza sociale che rischia di consentire ogni arbitrio ed ogni abuso da parte chi detiene il potere decisionale nella Pubblica Amministrazione.

Pertanto, intendo rivolgermi alle giovani generazioni, ricordando che in passato altri giovani hanno lottato per non sopportare l'umiliazione del giogo clientelare e non piegarsi ad una logica ricattatoria secondo cui bisogna sottostare alle richieste di voto provenienti dai notabili locali al fine di ottenere un posto di lavoro, ecc. Favori promessi ed elargiti in base a metodi tuttora applicati per mantenere sotto controllo le popolazioni. E’ anche vero che molti giovani hanno reagito pagando cara la ribellione. Tuttavia, le esperienze precedenti non devono demoralizzare i giovani di oggi.

Esorto i giovani a ridestarsi dal pigro torpore in cui si lasciano sprofondare, ad attivarsi collettivamente per provare a mutare lo stato di cose presenti, per combattere un sistema politico affaristico che fa comodo solo a coloro che lucrano e reggono i fili del potere, esercitando una volontà di comando. Si può discutere se tale logica clientelare, ricattatoria e spartitoria sia stata accettata da tutti, ma è indubbio che l’abbia dovuta sposare soprattutto chi mira alla conquista di una porzione di potere e ricchezza, chi coltiva l’aspirazione ad intraprendere un’ambiziosa (forse velleitaria) carriera politica.

Sia chiaro che in questo discorso il signor Ciriaco De Mita c’entra e non c’entra nel senso che, malgrado l’assenza e la “metamorfosi” dell’Uomo del Monte dopo la rottura con i vertici del PD, tuttavia i rapporti, le vicende e le dinamiche politiche che si svolgono all’interno del Partito Democratico, non mostrano segni di cambiamento. Ebbene, il Partito Democratico rappresenta oggi, a Lioni e altrove, il fulcro centrale di un sistema di potere affaristico e clientelare che un tempo faceva capo al signorotto di Nusco.

Insomma, vanno bene le feste di piazza e le manifestazioni estive, i concerti musicali, le attività sportive, le iniziative nel campo del volontariato e dell’associazionismo sociale, ecc. Ma per incidere nella storia della propria comunità serve ben altro, molto più di un circolo culturale, occorre sapersi organizzare politicamente, elaborare una visione progettuale credibile e convincente, capace di mobilitare ed orientare la gente.

Lucio Garofalo