Come volevasi dimostrare!

29 Luglio 2009: di Lucio Garofalo su primopiano, 548 letture
Dopo i recenti fatti di Massa sarebbe assai facile e comodo esclamare “Come volevasi dimostrare!”… Tuttavia, senza limitarmi a questa banale considerazione, mi piacerebbe ri-postare un breve articolo scritto da me in occasione dell’8 marzo scorso, per la Festa delle donne, in coincidenza con l’introduzione delle cosiddette “ronde” nel famigerato decreto-legge “anti stupri”. Segue l’articolo.



UNA RONDA NON FA PRIMAVERA



“Scoperta una ronda fascio-leghista che pratica ripetuti stupri collettivi ai danni di una donna magrebina immigrata clandestinamente in Italia. Il suo nome (della donna, non della ronda) è Rondina Magrebina. La denuncia è stata inoltrata direttamente al ministro degli interni, meglio noto come Mi-sono-rotto-i-Maroni, il quale ha dichiarato: “Si tratta di una bravata goliardica, dovuta a uno sbalzo ormonale collettivo provocato dall’eccezionale avvenenza della donna mediterranea”. Dunque, niente più “castrazione chimica”, bensì un riconoscimento della virilità e dell’esuberanza degli ormoni sessuali padani. Questo è quanto si evince dalle parole pronunciate dal ministro in difesa della ronda padana in preda a furor testosteronico.” (To be continued)



Il racconto appena trascritto potrà risultare assurdo e surreale, ma non lo è.



Personalmente temo che, come spesso accade, il rimedio si rivelerà assai peggiore del male, nel senso che procurerà problemi più gravi di quelli che si spera di risolvere. E’ noto che la maggior parte delle violenze sessuali, in Italia, avviene tra le mura domestiche. Un simile dato statistico dovrebbe quindi indurre le autorità a consegnare alle ronde antistupri le copie delle chiavi di casa di tutti i cittadini italici? No di certo! È evidente che a Berlusconi e Maroni non importa nulla delle violenze commesse ai danni delle donne, ma tali violenze sono solo un pretesto demagogico per completare il progetto di fascistizzazione e militarizzazione del nostro Paese. Il significato originario dell’8 marzo, in questo caso, è totalmente fuori luogo, cosicché la tradizionale festa delle donne si ritorce e muta in una classica e scontata “festa alle donne”.



In realtà, il paragone più adatto a spiegare e comprendere l'istituzione delle ronde razziste, inserita nel decreto legge "antistupri" approvato d'urgenza dal governo il 20 febbraio scorso, è senza dubbio quello con le milizie dell’epoca mussoliniana. Senza offesa, ma nemmeno nostalgia, per lo squadrismo fascista del Ventennio. Tale decreto legislativo rischia, nella meno assurda delle ipotesi, di legalizzare e autorizzare comportamenti di natura squadrista e violenta, ossia soprusi, abusi e prepotenze degne del peggior branco di bulli da strada.



A chi sostiene che le ronde sono armate solo di cellulare e sono tenute ad informare le prefetture e le forze dell’ordine segnalando eventuali abusi, reati o violenze, si può rispondere che pure le squadracce di Mussolini e Hitler sorsero con “buoni propositi”, ma la storia dovremmo conoscerla un po’ tutti (uso il condizionale in maniera non casuale). Ebbene, il governo Berlusconi ha riesumato, sotto una veste nemmeno tanto inedita e originale, le famigerate bande nazi-fasciste.



L’istituzione per decreto legge delle ronde vedrà sorgerne di tutti i colori: verdi, nere (addirittura a Trieste si sa di ronde che si vorrebbe intitolare allo squadrista e gerarca fascista Ettore Muti), bianche rosse e verdoni, brune e bionde, rosa, ecc. Insomma, assisteremo ad una proliferazione cromatica inarrestabile. Assisteremo persino alla creazione di ronde vaticane formate da prelati, chierici, monaci e persino suore di clausura in vena di escursioni notturne? Mah, non c’è più religione!



Ebbene, prima di concludere questo bel quadretto nazionale vorrei suggerire la costituzione di ronde vigilanti in Parlamento e a Palazzo Chigi, insomma nelle stanze del potere che ormai nessuno controlla. Sono certo che potrebbero scaturire scoperte tanto interessanti quanto inquietanti.



Lucio Garofalo