Israele sgancia bombe su Gaza

13 Gennaio 2009: di Ciao Europa su primopiano, 985 letture
Israele sgancia bombe su Gaza.

Il “Corriere” sgancia imposture sull’Italya

Mentre scrivo, in Palestina contiamo 900 Palestinesi uccisi, di cui un terzo bambini e 13 Israeliani uccisi, di cui 3 civili. E il mondo intero s’indigna per questa aggressione, che viene definita “guerra”, ma che è un “massacro”. Anche perché….

Anche perché 9 europarlamentari europei, recatisi a Gaza, dichiarano che, causa embargo, “l’ONU non può distribuire cibo e medicinali ai Palestinesi” (1). Anche perché i media americani attribuiscono ad Israele la responsabilità di questa “crisi umanitaria” (2). Anche perché la collera popolare monta. E perfino la Chiesa sembra svegliarsi. Il Cardinale Martino ha, recentemente, dichiarato che “Gaza è un campo di concentramento a cielo aperto”.

La Giudia è sulla difensiva. E il “Corriere” spara “articoli a palle incatenate” per sostenere Israele. Ieri ci ha provato Ernesto Galli Della Loggia (3), oggi ci prova Angelo Panebianco (4). Due bravi commentatori. Ma, poiché Israele se ne va in giro nudo esponendo le sue laide ed immonde nudità, i loro sforzi si riducono al patetico. E cadono nel ridicolo.

Dice Ernesto Galli Della Loggia che Israele tratta con “equanime durezza” i Palestinesi, siano essi cristiani oppure mussulmani. E questo a causa del fatto che la Chiesa Cattolica tergiversa nel riconosce Israele e farsene sostenitrice. Il poveretto, preso dalla foga pro Israele, non si avvede di fare delle “dichiarazioni antisemite”. Che significa opprimere le popolazione per questioni legate ai rapporti tra Stati? Israele è uno “Stato che applica la legge” oppure è una “banda di gangsters che usano sistemi mafiosi”? E come può la Chiesa riconoscere un simile abominio senza suscitare l’indignazione del “popolo di Dio”? Che Ernesto Galli Della Loggia sia un “antisemita” travestito da “sionista”? Mah!

Sopravviene Angelo Panebianco e viene a dirci che tutti siamo affetti di “pregiudizi verso gli Ebrei”. E nel mazzo mette D’Alema (che vorrebbe fare lo “equidistante”) e la Chiesa che oscilla tra la “condanna” di Israele (Cardinale Martino) e la “prudenza” di Benedetto XVI. E si chiede: possibile che tutti non si rendono conto che siamo in presenza di un “conflitto nuovo”? I Palestinesi non combattono e muoiono per la terra, combattono e muoiono perché sono dei “fanatici mussulmani”. Insomma, a sentire Panebianco, anche se Israele non opprimesse i Palestinesi in Palestina; sarebbero i Palestinesi che, per fanatismo religioso, andrebbero a caccia degli Ebrei nei 5 continenti. E magari sarebbero tanto fanatici da spingere la ricerca anche nell’intero universo. Non aspettatevi commenti. La comicità delle affermazioni di Panebianco si commenta da sola. Israele, invece, basa i suoi diritti sulla Palestina su un libro (“Bibbia”), scritto e/o scoperto nel 6° Secolo AC: questo è “laicismo” non è “fanatismo religioso”. Altro esempio di illuminato laicismo Israele lo fornisce con la sua “legislazione razzista” volta a fare arrivare in Palestina i Giudei dei 5 Continenti e a cacciare i “non Giudei”, nativi della Palestina.

Posto il fatto incontroverso ed incontrovertibile, la sciocchezza è di Panebianco, che i Palestinesi sono “fanatici” e gli Israeliani sono “laici ed illuministi”, la Chiesa non può e non deve avere “pregiudizi”. Su questo convengo che Panebianco ha ragioni da vendere, vende le sue ragioni al Corrierone che le paga un mucchio di soldi. Dopodiché il Corrierone le propina a noi, popolo bue. Lasciamo perdere i “pregiudizi”, limitandoci ad un breve accenno: gli Ebrei chiesero ed ottennero la crocifissione di Gesù perché costui si dichiarò un “Messia celeste”, non un “Messia restauratore del Regno di Israele”. Lasciamo perdere che gli Ebrei sono rimasti fermi a Jahvé, dio nazionalista, genocida e razzista. Addebitiamo il tutto a “pregiudizio cattolico”.

Superato il “pre giudizio”, Panebianco dove s’infila il “post giudizio”? Israele, dal 1948 al 2009 ha creato in Palestina un disastro umanitario. Tutti hanno saputo assemblare popoli diversi e religioni diverse creando “Stati” ed “Imperi”. Ma i “Giudei” non ne sono stati capaci: razzisti erano ai tempi della Bibbia, razzisti sono ai nostri giorni. E come potrebbe la Chiesa riconoscere Israele e sposarne le ragioni? Certo, così facendo, otterrebbe dei “vantaggi turistici in Israele”, ma…. Ma dovrebbe rinnegare San Paolo che, predicando i Vangeli, diceva: “Con la Nuova Novella non ci sono più greci, non ci sono più ebrei e non ci sono più romani. Ma c’è il popolo di Dio”. Dubito che la Chiesa lo farà. Anche perché la “BESTIA TRIONFANTE” non è poi così “trionfante”. Pare che stia perdendo: nel 2006 in Libano, nel 2009 a Gaza.

Antonino Amato

(1) “All’ONU restano solo tovagliolini e riso” in “Corriere della Sera” del 12 gennaio 2009, pagina 8;

(2) “Adesso i media americani hanno un tono meno pro Israele” in “Corriere della Sera” del 12 gennaio 2009, pagina 9;

(3) “Il pacifismo impossibile” in “Corriere della Sera” dell’11 gennaio 2009, pagina 1;

(4) “Un conflitto nuovo” in “Corriere della Sera” del 12 gennaio 2009, pagina 1.