Si scrive EUROPA, ma si legge MONNEZZA

29 Novembre 2008: di Ciao Europa su primopiano, 588 letture
Leggo “la Repubblica” (1) e sbalordisco. Ordunque la Commissione Europea vuole che gli Stati membri emanino delle leggine atte a tapparci la bocca. E a tagliarci i testicoli. In modo che gli Europei, ridotti tutti a grassi capponi, si canti le lodi di Jahvé.

In effetti si può discutere di eventuali leggi volte a sanzionare “l’incitamento all’odio verso altri” e chiedersi dove finisce il “buonsenso” e dove comincia la “imbecillità”. Ma fissare dei giudizi storici agganciandoli al Tribunale di Norimberga è una autentica “porcheria”. E solo dei “porci” possono avanzare simili proposte.

E difatti il Tribunale di Norimberga è un monumento alla “infamia” dei vincitori sui vinti. Basti dire che uno dei “giudici” (l’Unione Sovietica) è stato accusato dagli altri 3 “giudici” (Francia, Inghilterra, Stati Uniti) di innumerevoli crimini. Alcuni dei quali addossati ai Tedeschi vinti. E condannati con un processo che farebbe arrossire una tribù di tagliatori di teste. Ma alcuni burocrati senza dignità e senza onore vorrebbero mettere le sentenze di Norimberga tra le “fonti del diritto”. E, ridicolo sul ridicolo, tra le “fonti storiche” che non ammettono contraddittorio e discussione. Insomma: l’impostura elevata a religione dell’Europa giudaizzata.

Per fortuna, a rimettere le cose al giusto posto, ci pensa il “Corriere della Sera” (2). Ed io m’immagino la faccia del giudeo Paolo Mieli, direttore del “Corriere della Sera”, mentre mette in ridicolo il giudeo Carlo De Benedetti, editore de “la Repubblica”. Ma andiamo alla notizia: a Gerusalemme alcuni apprendisti rabbini, hanno insultato e sputato i frati francescani (2). E’ una notizia codesta? No, perché nello Stato di Israele gli insulti, i pestaggi e le vessazioni ai danni dei non giudei sono all’ordine del giorno. Ma è, indubbiamente, una notizia che “La polizia israeliana ha rimproverato i manifestanti ma non è intervenuta”.

Ecco: il fatto che la “polizia israeliana ha rimproverato i manifestanti ma non è intervenuta” è una notizia sulla quale i burocrati di Bruxelles dovrebbero riflettere se avessero intelligenza e dignità. Anche in Italia i vari Mancino e Napolitano, i vari Alemanno e Pacifici farebbero meglio a tacere. E smetterla di ballare sui coglioni degli Italiani tutti.
Antonino Amato
(1) Il commissario Barrot: “Provvedimento contro chi incita alla violenza e all'odio verso persone definite per razza, colore, religione, discendenza o origini"
Ue, accordo contro il razzismo, previsto il carcere da 1 a 3 anni
Si applica anche a chi condona o nega genocidio, crimini contro l'umanità e di guerra
I governi hanno due anni per inserire il provvedimento nelle loro legislazioni nazionali
BRUXELLES - Chi incita al razzismo e alla xenofobia rischia sanzioni penali da 1 a 3 anni. Lo hanno deciso i ministri della Giustizia UE, che hanno raggiunto un accordo sull'adozione della decisione quadro. Un comunicato del commissario UE alla giustizia, Jacques Barrot, spiega che il provvedimento è rivolto contro "coloro che incitano pubblicamente e intenzionalmente alla violenza e all'odio, anche attraverso la disseminazione o la distribuzione di trattati, foto o altro materiale diretto contro un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in base alla razza, al colore, alla religione, discendenza o origini nazionali o etniche".

"Razzismo e xenofobia non hanno luogo in Europa, né dovrebbero averlo in nessun altra parte del mondo. Il dialogo e la comprensione dovrebbero prevalere sull'odio e la provocazione", afferma Barrot, che "accoglie calorosamente l'introduzione di sanzioni severe ed efficaci contro il razzismo e la xenofobia, che violano direttamente i principi della libertà, della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto, sulla base dei quali l'unione europea è stata fondata e che sono comuni agli Stati membri".

La 'decisione quadro' dell'UE si applica anche a chi condona o nega atti di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, in base alla definizione della Corte penale internazionale e del tribunale di Norimberga. I governi nazionali hanno due anni di tempo per tradurre il provvedimento nelle loro legislazioni nazionali, disponendo di un certo margine di flessibilità. Gli Stati membri, infatti, possono decidere di sanzionare solo gli atti che mirano effettivamente a disturbare l'ordine pubblico o comportamenti di natura minacciosa, abusiva e insultante.

Molti governi UE avevano frenato sull'introduzione del provvedimento temendo proprio un'applicazione troppo fiscale delle sanzioni, a scapito della libertà di espressione. Per questo motivo la 'direttiva quadro' ha avuto una gestazione molto lunga: è stata proposta dalla commissione europea il 29 novembre 2001.
“la Repubblica”, 28 novembre 2008

(2) “Corriere della Sera” del 29 novembre 2008, pagina 21: “Gerusalemme, ebrei ortodossi sputano ai frati. Sputi e insulti ai frati francescani da parte di giovani ebrei ultra ortodossi. E’ accaduto ieri sera a Gerusalemme durante una manifestazione di studenti delle scuole rabbiniche per le stradine della Città Vecchia. La polizia israeliana ha rimproverato i manifestanti ma non è intervenuta. A riferire l’episodio è stato un testimone diretto, padre Rosario Pierri, docente presso lo Studium Bi blicum Franciscanum. Con altri francescani rientrava al convento della Flagellazione: uno degli studenti, racconta, mi ha sputato in faccia”.