La destra politica ed economica

17 Agosto 2008: di Ultimo Crociato su primopiano, 935 letture
La convinzione di essere di destra, come ci avevano inculcato in certe sedi politiche, è cominciata a venire meno oramai da diversi anni. Con il tempo abbiamo fatto nostra la tesi del filosofo spagnolo Ortega y Gasset il quale asseriva che sostenere di essere di destra o di sinistra era una delle tante maniere di sostenere la propria imbecillità.
Ecco anche perché non abbiamo capito la borghese levata di scudi riguardante il nostro articolo che si domandava provocatoriamente se era necessario chiarire una volta per tutte chi potevano essere i nostri futuri compagni di viaggio perché a destra di compagni di viaggio oramai da anni non ne avevamo più. Sembrerebbero queste posizioni equivoche o, come ha detto qualcuno riferendosi all'articolo in questione, di soggezione alla sinistra ed a questo qualcuno abbiamo detto di leggersi più attentamente la storia del Fascismo.
Non occorre andare troppo lontano basta leggere "Il Fascismo di sinistra" di Luca Leonello Rimbotti o "Il Fascismo immenso e rosso" di Giano Accame per capire il posizionamento politico del movimento Fascista.
Oppure basterebbe parlare con qualche vecchio Camerata che partecipò alla fondazione del MSI e questo Camerata ricorderebbe senz'altro che in quegli anni si discuteva se il MSI dovesse porsi a sinistra o a destra. Quella volta si scelse la strada giusta né destra né sinistra perché posizioni e termini che provenivano dall'antitradizionalismo illuminista.
Se poi andiamo a spulciare negli scritti del De Felice e dei suoi allievi troviamo che in seguito alla deriva atlantista e destrista del MSI molti militanti passarono addirittura al PCI.
Ma non occorre impegnarsi troppo nelle ricerche basta ricordare che la maggior parte dei capi dei movimenti europei nazional rivoluzionari che si ispiravano al Fascismo provenivano dalla sinistra.
Come non ricordare Jacques Doriot, capo della gioventù comunista francese e promotore ben prima degli altri del Fronte Popolare, che fonda il Partito Popolare di chiara ispirazione Fascista. E per rimanere in Francia come non possiamo ricordare Drieu La Rochelle quando diceva che l'unione del Fascismo con il comunismo avrebbe rappresentato il perfezionamento delle due rivoluzioni.
La Falange Espanola accoglie tutte le idee dei nazional sindacalisti e vede aderire alle sue idee molti sindacalisti anarchici ed ex dirigenti comunisti. Addirittura Josè Antonio cerca un contatto con il capo anarchico Angel Pestana in vista di una collaborazione attivistica.
Allo scoppio della guerra civile i militanti falangisti subiscono la repressione della sinistra quando si trovano nei territori controllati dai repubblicani ma non è da meno la repressione messa in atto da Francisco Franco verso la Falange Espanola, il successore di Josè Antonio addirittura viene condannato a morte e la repressione franchista continua imperterrita sino al 20 novembre 1975, giorno della morte di Franco. E il franchismo è politicamente di destra.
Il capo del Partito Fascista Britannico Oswald Mosley proviene dalle file del partito laburista.
All'interno del partito Nazional Socialista troviamo la cosiddetta corrente nazional bolscevica.
Anche il movimento legionario rumeno di Codreanu subisce una repressione terribile primada parte dell'infame monarca rumeno re Carol e qualche anno dopo anche il generale Antonescu si distinguerà per la sua durezza contro i legionari. E il generale Antonescu era senz'altro uomo di destra.
E che dire di Benito Mussolini, colui che ebbe la più grande intuizione politica del XX° secolo unendo il nazionale al sociale. Anche lui come tanti Fascisti proveniva dalle file del socialismo e non era certo l'ultimo dei militanti di base ma il direttore del giornale "Avanti" ed è lapalissiano che la politica sociale del Fascismo non aveva niente a che vedere con la destra politica. Chi ha letto la storia del Duce sa che durante gli ultimi giorni della RSI egli iniziò una trattativa il cui scopo era quello di passare i poteri della repubblica Fascista al Partito Socialista. A provocare la crisi del regime Fascista, il 25 luglio 1943, fu la destra filomonarchica che corse poi a rifugiarsi fra le braccia degli amici inglesi ed americani. Nicola Bombacci, il socialista rivoluzionario che negli anni venti gridava nei comizi "Cittadino Savoia fai le valigie!" rimane con Mussolini e va con lui a morire a Dongo.
È evidente che i nostri compagni di viaggio probabilmente non sono i telecomunisti ma non sono nemmeno gli almirantiani di sempre filoatlantisti e filosionisti.
Durante gli anni '70 alcuni intellettuali e ricercatori storici si cimentarono nell'arduo compito di dare una connotazione ideologicamente più veritiera del Fascismo ed essendo costoro non propriamente provenienti dall'area politica affine al Fascismo subirono anche degli ostracismi da parte dei loro ex compagni di cordata antifascisti. Coloro che maggiormente si distinsero in questo lavoro di revisionismo furono l'italiano Renzo De Felice ed i tedeschi Ernst Nolte e George Mosse. Uno di costoro, non ricordiamo chi, scrisse che il Fascismo era stato un incidente di percorso della destra e se guardiamo il tutto da un punto di vista cronologico potrebbe essere vero. Ma se guardiamo invece dal punto di vista dell'ideologia crediamo, senza alcun dubbio, che è stata la destra un incidente di percorso del Fascismo.
Con buona pace dei borghesi che ancora purtroppo gravitano nelle immediate adiacenze delle cui stronzate faremo volentieri a meno.

( di Fabio Pretto )


fonte : www.avanguardia.tv