L’annientamento della nostra civiltà

29 Febbraio 2008: di Ultimo Crociato su non_conforme, 1565 letture
Viviamo in un periodo storico del tutto particolare. La nostra condizione storica è perfettamente sospesa a metà tra due grandi blocchi: la “Tradizione” da una parte e il “Grande Nulla” dall’altra. Un giorno non lontano la nazione italiana e tutta la civiltà umana dovrà scegliere verso quale blocco avviarsi e, inevitabilmente, diventarne parte. E’ una scelta senza dubbio pericolosa che può portare a conclusioni importanti che avranno una forte influenza su di noi e sul sistema. Il blocco che io ho designato con il nome di “Tradizione” riassume in sé tutto ciò per cui i nostri avi hanno lottato: Patria, Onore, Rispetto, Gerarchia sociale, Indipendenza nazionale ed economica, Stato, Identità; riassume ciò che ha caratterizzato la nostra storia e la nostra identità come popolo italiano, come rappresentanti del sistema occidentale, come detentori dei più alti concetti umani. Dall’altra parte vi è il blocco del “Grande Nulla”. Quest’ultimo è avere un negozio di McDonald’s in ogni città del pianeta, è guardare gli stessi film dei cinesi, degli africani, dei sudamericani, è vedersi ripetere lo stesso spot pubblicitario in Tv, per radio, su internet, sui cartelloni pubblicitari dei marciapiedi. Il “Grande Nulla” è schiavitù mentale e intellettuale, è massificazione, omologazione sistematica, è standardizzazione sociale, è avere gli stessi cellulari, gli stessi vestiti, gli stessi gusti, è mangiare lo stesso cibo, è vivere una vita nella superficialità più assoluta, controllati dai poteri forti. Il vettore del “Grande Nulla” è la globalizzazione che provvede sistematicamente a eliminare ogni traccia di diversità tra culture diverse, unificandole in un unico crogiolo orribile e inguardabile. L’unico modo per opporci alla globalizzazione è recuperare quanto più possibile la Tradizione; occorre aggrapparsi ad essa per impedire che il “Grande Nulla” ci renda suoi schiavi. Andare contro la globalizzazione è dire no alla convivenza multietnica, no alla legittimazione istituzionale e morale delle coppie di fatto e di quelle gay, no alla manipolazione dei fatti storici ad uso e consumo dei poteri forti. Perché globalizzazione vuol dire anche seppellire nell’oblio della storia quasi 50.000 caduti della Repubblica Sociale Italiana; globalizzazione significa affermare che una madre ha diritto a piangere solo se suo figlio è caduto da partigiano, ma non se è caduto da repubblichino. Noi dobbiamo opporci allo scempio della globalizzazione, dobbiamo indirizzare la nostra storia verso il blocco della “Tradizione” e preservare la memoria dei nostri antenati che hanno combattuto per evitare che noi, loro discendenti, diventassimo una massa di schiavi.