Il Kosovo del serpente

18 Febbraio 2008: di Legionario su primopiano, 887 letture
Proclamata l'indipendenza dell'enclave del partito atlantico nei Balcani; una piattaforma della tensione e del narcotraffico

15.53 Il Parlamento del Kosovo, riunito in seduta straordinaria, ha approvato la dichiarazione di indipendenza dalla Serbia. I parlamentari hanno approvato per alzata di mano la proclamazione di sovranità letta dal premier Thaci. La dichiarazione è stata poi firmata dalle principali autorità del nuovo Stato: il presidente Sejdiu, il premier Thaci e il presidente del Parlamento, Krasnici.


Si consideri che la maggioranza albanese del popolo kosovaro è stata realizzata violentemente con invasioni, deportazioni e massacri di serbi il che ha cambiato la geografia etnica della regione in modo illegittimo e criminoso. Si aggiunga che il Kosovo è gestito da trafficanti di droga armati e protetti da americani, israeliani e pachistani. Si consideri che il cuneo kosovaro serve a dar corpo ai fantasmi dello “scontro di civiltà” disegnato sulla falsariga delle teorie di Samuel Huntington e che ha lo scopo di creare una frattura tra il fronte che gli Usa definiscono giudeo-cristiano e quello cristiano-ortodosso, allontanando così l'Europa Occidentale dalla Russia e polarizzando su basi di tensione una situazione cui il partito atlantico guarda con perplessità e con timore. Si calcoli inoltre che il Kosovo si trova geopoliticamente in posizione strategica nel contenzioso tra i due oleodotti, quello russo-europeo del South Stream e quello mediorientale voluto dal partito atlantico del Nabucco, contenzioso che riveste un'importanza strategica di primissimo livello. Si aggiunga infine che il successore di Putin, Medvedev, vuole intascare il successo di South Stream, ragion per cui è disponibile al compromesso con Tel Aviv, Ankara e Washington su Pristina e che la stessa Serbia, beneficiata da quest'oleodotto, è chiamata a venire a più miti consigli. Tutto ciò spiega la nascita e il varo di questo focolaio di disordini e di squilibri in Europa. Che, ovviamente, i portaborse dei camerieri dei banchieri che ci rappresentano politicamente non hanno esitato a riconoscere con tanto di riverenze e moine.


fonte : noreporter