Adriano Sofri detesta i blogger

14 Febbraio 2008: di Metapolitics su primopiano, 1114 letture
Ieri Repubblica ha dedicato il “Diario” (tre pagine) alla sciagurata questione della “blacklist” con i nomi e cognomi dei professori israeliti.
Primo punto fermo: le “liste di proscrizione”, vere o fasulle, vanno sempre tassativamente condannate. E soprattutto quando riguardano una comunità come quella israelitica, povero capro espiatorio del più bieco razzismo novecentesco. Pertanto, secondo punto fermo, ha fatto bene Repubblica ad approfondire l’argomento attraverso le penne di Adriano Prosperi, Vittorio Zucconi e Adriano Sofri.
Ci dispiace però che quest’ultimo abbia colto l'occasione per criticare tutta la blogosfera come ideale terreno di crescita dell'antisemistismo. Certo in maniera indiretta, riportando, e dunque sottoscrivendo, le dichiarazioni a caldo e perciò comprensibili alla luce della scoperta della ripugnante blacklist, di un importante membro della comunità romana. Comunità, come quella italiana tutta, alla quale va la nostra solidarietà.
In realtà, a Sofri, che di tempo dovrebbe averne avuto, sarebbe bastata una veloce, come dire, web-ricognizione per scoprire che la blogosfera rispecchia tutte le posizioni politiche: dai fondamentalisti religiosi di ogni confessione ai comunisti delle più varie osservanze, passando per i liberali, i radicali e i socialisti democratici o meno. E invece è caduto nella classica fallacia informale dell’ “accidente converso”. O per dirla terra terra: della generalizzazione affrettata. Nel senso che ha esteso alcuni casi eccezionali, seppure gravi, di web-antisemitismo, ecco l’errore argomentativo, a tutto il mondo blogger. Di qui il rischio di squalificare politicamente, come antisemita (un’accusa che oggi uccide civilmente chiunque vi incorra ) la blogosfera nella sua totalità.
E magari, visto che queste cose Sofri le ha enfatizzate, e non a caldo, su Repubblica e non su un giornaletto qualsiasi, va messo anche in conto il rischio di favorire, certo indirettamente, un qualche progetto legislativo capace di chiudere per sempre la bocca a "tutti" i blogger e non solo a quelli antisemiti o razzisti. Ma questo, lo ammettiamo, è un nostro (cattivo) retropensiero…
Per quale ragione Sofri si è comportato così? Probabilmente perché, di regola, viene trattato piuttosto male dai blogger. E qui è inutile entrare nel merito delle web-critiche... Chi vuole approfondire, può fare direttamente una web-ricognizione. E così scoprire che il suo atteggiamento a dir poco supponente verso la blogosfera, probabilmente nasce dalle critiche di blogger, forse troppo ruspanti, a quell' amore esagerato che Sofri ha sempre mostrato di avere per se stesso. Niente di grave: roba da psicanalisti… Gli stessi blogger da lui così detestati, ne siamo sicuri, sarebbero disposti anche ad autotassarsi, pur di vederlo psicologicamente guarito, grazie alla cure di qualche professorone lacaniano... L'uomo è intelligente e merita migliore fortuna.
Se non che Sofri - ecco il punto - ha dato sfogo, e a mente fredda, al narcisismo ferito, se ci si passa l'epressione, "blacklistando" l'intero mondo blogger sulle pagine del più diffuso quotidiano italiano.
Il che sicuramente non è cosa buona né giusta.


by Carlo Gambescia