La studentessa che si prostituisce

21 Gennaio 2008: di Antea su costume_e_societa, 4724 letture

Le confessioni di una studentessa che si prostituisce per pagare gli studi: un'apripista obbligata considerando il nuovo corso di Sarkozy


La mattina è una diligente studentessa che segue lezioni universitarie. La sera, invece, si trasforma in una sensuale prostituta che vende il suo corpo per pagarsi gli studi. E' Laura D, protagonista del romanzo-confessione Mes Chères Études («I miei cari studi»), scritto da una diciannovenne francese. Uscito da qualche giorno nelle librerie transalpine, il libro sta letteralmente scandalizzando la Francia benpensante: la giovane autrice, senza peli sulla lingua, narra la sua esperienza di ragazza costretta a prostituirsi per pagare le salate tasse universitarie.
LA SVOLTA - Nel romanzo Laura racconta di essere iscritta al secondo anno della facoltà di lingue straniere e grazie alle numerose occasioni offerte da Internet decide d'intraprendere per un breve periodo la carriera di prostituta. In passato ha tentato di fare lavori part-time, ma la mancanza di tempo e la misera paga l'hanno fatta tornare sui suoi passi. Laura come tanti studenti appartiene a quel ceto sociale «non abbastanza povero per ricevere dallo Stato gli aiuti universitari». Suo padre è un semplice operaio e sua madre è un'infermiera: essi hanno altri due figli piccoli e possono sostenere solo in parte le esigenze economiche della figlia.
SEGRETI E TABU’ - In un'intervista al Times di Londra Laura dichiara di essere sconcertata dalle dichiarazioni di alcune associazioni che difendono i diritti delle prostitute le quali asseriscono che la prostituzione studentesca è un fenomeno che esiste solo nella fantasia dei media: «C'è un numero incredibile di ragazze che come me continuano a prostituirsi ma non ne parlano nemmeno con i loro amici più fidati», racconta Laura. «Tutto rimane un segreto e un tabù. E' davvero semplice essere trascinati nel mondo della prostituzione. Purtroppo ci sono tante studentesse che non riescono più a uscirne».
40 MILA STUDENTESSE-SQUILLO - Le cifre parlano chiaro. Secondo un recente studio condotto dal sindacato studentesco francese «SUD-Etudiant» sono circa 40.000 le ragazze transalpine che per pagarsi gli studi si prostituiscono. La stragrande maggioranza usa internet per trovare i clienti. «Basta navigare un pò in rete e si scoprirà quanti avvisi di massaggiatrici e accompagnatrici ci sono», taglia corto Laura. L’autrice del libro afferma che la sua prima esperienza da prostituta è avvenuta in una camera d'albergo e per essere soltanto guardata da un cliente cinquantenne, quella volta, riuscì a racimolare 250 euro. Più tardi il suo «onorario» raggiunSe i 400 euro, ma dopo quasi un anno decide di porre fine alla sua carriera di lucciola: «Non riuscivo a dormire. Mi giravo e mi rigiravo nel letto con delle immagini orribili che passavano davanti ai miei occhi».
CAMERIERA - Adesso Laura è tornata alla vita ordinaria: lavora in un ristorante di Parigi e spera che prima o poi le ferite presenti nella sua anima si rimarginino: «Adesso è diventato problematico costruire un rapporto normale con i ragazzi. E'davvero difficile ritrovare se stessi dopo un’esperienza del genere».


fonte : Repubblica