Siamo in ritardo di due secoli

16 Gennaio 2008: di Legionario su primopiano, 632 letture
In Italia, ancora si deve assistere a rigurgiti d’impostazione culturale medioevale. Sedicenti professori post-sessantottini, imbellettati da approssimazioni culturali, di stampo puro laico, pseudo giacobino, sono là ad inculcare un anticlericalismo più viscerale che mai, a giovani puerperi che, mamma scuola dei debiti e dei crediti formativi, insomma, con i “punti mira lanza”, li ha scaraventati nell’ateneo del “volemose bene” della nostra caput mundi, ma loro, questi giovani, non sanno ed agiscono da automi, con riflesso condizionato, senza capire e senza chiedersi perché lo fanno. Tanto ci sono una schiera di “professorini”, che a scudo, con una sufficiente formazione culturale, stufi, probabilmente, del loro precariato o della loro demotivazione ad insegnare, si sono inventati, appunto, la loro approssimazione scientifico-culturale, per dissentire un semplice uomo che, questo, di cultura, invece, ne possiede tanta, ma tanta. Ha solo confermato un giudizio che fu espresso dalla Chiesa nei confronti del fu, nobile scienziato, nonché filosofo, taumaturgo Galileo Galilei, giudicato dalla Santa Inquisizione. Che cosa c’è di male? Che cosa avrebbe detto di diverso di quanto la Storia non ha fatto e non ha riportato? In fondo, all’epoca del giudizio ecclesiastico contro gli eretici, chi si poneva contro la Chiesa, quella era la fine che faceva. Giusto o sbagliato che fosse, quella è stata l’ epoca, lunga, lunghissima, pesantissima, quanto si voglia, ma così fu e la storia non è che ora si possa cambiarla a proprio piacimento! Galilei visse in un periodo in cui ci fu chi faceva a gara per enunciare le proprie teorie fisiche, astro-fisiche e di contenuto scientifico vario. Le due teorie più importanti furono quella tolemaica e quella sua, cioè quella di Galilei. La prima, antichissima come il cucco, insisteva che la Terra fosse piatta, mentre la seconda, avenieristica e pertanto, forse, troppo moderna per i tempi in cui visse il grande Maestro astro-fisico, da osservazioni, studi e calcoli, concepiva, invece, che la Terra fosse rotonda, ma non solo, che l’ infinito è infinito, è quindi Universo ed i Pianeti come la luna ed il sole girano intorno alla terra, nel loro moto di rivoluzione, mentre la Terra gira intorno al proprio asse, facendo un movimento circolare centripeto, di rotazione. Tolomeo diceva tutt’altro e nel tutt’altro asseriva, per giunta, che l’ infinito è anch’esso piatto come la Terra e quindi finito. Per questo fu giudicato Galilei, per avere sfidato leggi e credenze ataviche di cui il maggiore custode dei poteri sull’ Uomo, nello scibile, molto finito, della conoscenza, era la Sacra Romana Chiesa, Cattolica ed Apostolica. Insomma, lo scienziato, lui da solo, ebbe un coraggio leonino, da sfidare il Mondo intero, quel mondo che si riconduceva, purtroppo, al potere assoluto, Altissimo, Sacro, Indiscutibile persino dagli stessi sovrani e quindi quel potere Temporale, per il quale tanti papi potevano fare il bello ed il cattivo tempo, governando e modificando le società. Ed ora un pugno di “professorini”, insieme ad uno sparuto, squinternato, gruppo accolito di studentini, concepiti nelle discoteche “boom-boom” fanno tanto da saccenti sedicenti teorici dei “massimi sistemi”, contro il Pontefice “pro-tempore” che, ripeto, di cultura ne ha tanta, quasi da venderla! Lui, questo Papa, che ha il coraggio, prima con l’ umiltà e poi con la mente di esprimere osservazioni che spesso una buona parte dell’opinione pubblica mondiale non le comprende, non perché non vuole, ma semplicemente perché non ci arriva, non le capisce proprio! Ecco dove sta il vero problema! Il divario più voraginoso di contrapposizioni culturali, dove si sa: l’acuto, il fine finisce per dare fastidio, è scomodo, bisogna quasi toglierlo di mezzo, come era già successo al suo predecessore, papa Giovanni Paolo II. Chi accusa l’abisso dell’ ignoranza più crassa, deve fare chiasso, nella maniera più ridicola e ridontante, ma sa anche di essere, un po’, dalla parte del torto ed allora, a mio avviso, reagisce male, sferza colpi a più non posso contro un Pontefice che, peraltro, è anche un eminente cattedratico. Tutto questo, però, chissà perché deve avvenire in Italia. Forse perché una parte dello Stato laico mal digerisce ancora il famigerato ultimo accordo del 1929 tra Stato e Chiesa: i patti Lateranensi. Eppure, anche lì, non è che il Duce fosse tanto favorevole a quell’accordo, ma tuttavia la Ragione di Stato non poteva cancellare, completamente, un Vaticano. No, sarebbe stato un grosso problema, subito, dopo soli 7 anni di governo fascista! In buona sostanza, qui nel nostro “Bel Paese”, con i non pochi problemi che ci ritroviamo inguaiati è mai possibile che dobbiamo proprio tirarci addosso ulteriori problemi, questa volta, davvero pretestuosi, di un laicismo senza ritegno e svilente? Capisco che la Chiesa in Italia costituisce ancora certi vincoli, ma criticare un Papa che non condannerà mai nessuno di eresia, perché da oltre 140 anni non potrà più nuocere, non vedo quale pericolo possa costituire, da questa parte, nelle nostre Istituzioni chiassose e fracassone! In Italia, la visita di un Papa, fuori dalle mura vaticane può costituire un problema, mentre in Francia il problema è stato superato ancor prima della presa della Pastiglia! In Germania, come in Inghilterra e, forse, non andrei tanto lontano nel dire che in una buona fetta del mondo, per quanto sta accadendo all’ Università di Roma, una bella fetta d’ opinione pubblica internazionale sghignazzerebbe per mesi interi. Tanto così siamo e così resteremo. Impossibile cambiarci!


DI Adalberto de’ Bartolomeis