La Sapienza e i ridicoli collettivi

15 Gennaio 2008: di Legionario su primopiano, 779 letture
Alcune sviste (?) giornalistiche sulla questione del Papa in visita alla Sapienza. I tanto sbandierati “studenti in rivolta” contro la visita del Pontefice, non sono studenti. Cominciamo a chiamare le persone con gli appellativi che meritano: i collettivi universitari, guidati da ultratrentenni manipolati dalla sinistra estrema in cerca di forza-lavoro, sono una forza extraparlamentare attiva politicamente nelle università, non sono certo il prototipo degli studenti modello. Frequentano gli atenei per gestire le loro cooperative, aule autogestite, focal point, organizzare feste a sottoscrizione, commerci equo-solidali. Frequentare un luogo è una cosa, studiare all’università è un’altra. Sfatato il mito dello studente marxista-collettivo-antirazzista/antifascista/antisessista, saltano palesi agli occhi di chiunque il perchè questi personaggi possono impunemente utilizzare strutture pubbliche per organizzare le loro attività politiche. I 67 professori firmatari dell’appello anti-Pontefice sono l’emblema di quei professori che, mutatis mutandis, fiancheggiano i collettivi durante tutto l’anno accademico, li aizzano per le loro rivendicazioni, si accordano in occasione di qualsiasi evento importante per avere alle spalle una nutrita massa di proseliti. Questi giovani (?), che pensano di incarnare l’alternativa, sono solo la copertina sgargiante di alcuni nostri professori post-’68, frustrati da una rivoluzione mancata, che dalle loro cattedre guidano le proteste e pretendono di ingabbiare il libero pensiero e la cultura connotandola con un unico colore politico. Ma d’altra parte questo è il paese dove ex-brigatisti tengono lezioni alle università, dove tossicodipendenti dichiarati ricevono lauree honoris causa, dove universitari che meritano per il loro profitto le borse di studio sono invece vessati sempre più da tasse e gabelle di ogni tipo. Per questi signori, colti ed eruditi, il Papa non può entrare nell’università. Chissà, però, se hanno mandato a studiare i figli dai Gesuiti…



fonte : Di Massimiliano Macera