Caro amico ti scrivo…

15 Ottobre 2007: di LionSimo su anima_e_cuore, 1626 letture

Qualche giorno fa tornando dal lavoro ad un orario in cui una persona “normale” sarebbe già a cena ho notato una bustona blu con una scrittura familiare sulla penisola del salotto tra bollette, pubblicità, una multa e qualche altra cosa a cui non ho fatto neanche caso.

Scosto il resto della posta più o meno gradita e leggo in bella calligrafia sullo spazio del destinatario “Per Mister SuperSimo”, è stato il primo sorriso della giornata visto che è stata lunga e snervante ma meglio tardi che mai, con la curiosità di un bambino allo zoo, lancio la borsa della palestra in un angolo della stanza e apro la busta con la massima delicatezza che le mie mani da gigante mi possono permettere, c’era una lettera ed una foto di Piazza di Spagna con una bella ragazza mora abbronzata che sorride divertita e che abbraccia un tizio con la faccia stralunata e la più improbabile delle magliette, ecco il secondo sono io.

Sono rimasto a leggere quelle righe con ancora in dosso lo smanicato tanta è la voglia e la curiosità di vedere il contenuto della busta, credo d’averla letta almeno 2-3 volte tanto è bella e allegra, qualche cancellatura di troppo, il segno della piegatura della lettera in due, lo stampo di una tazza con tisane e intrugli vari di cui non ricorderò mai i nomi (non sono un mago, me l’ha detto lei che mentre scriveva la lettera era con la sua solita tisana giornaliera) e una firma tutta tonda che mette buonumore solo a vederla alla fine della lettera.

A questa lettera ci ho pensato tutta la sera, non so neanche bene il perché, cacchio ora che ci penso c’ha messo ad arrivare quasi una settimana, ma il postino me la portata con i pattini sta busta ?!
La mia amica non mi poteva mandare tutto via mail allegando la foto della bella e la bestia per risparmiare tempo invece che mettersi lì a scrivere la lettera, stampare la foto, comprare la busta, il francollo e andare fino all’ufficio postale ?!
Sì certo…
…ma mi avrebbe dato la stessa emozione riceverla ?!

Magari avrebbe scritto sulla mail “Ehi Simo, Roma è bellissima, ti mando la foto in ritardo come sempre. Baci”, l’avrei letta prima, di certo in meno tempo, e la mia borsa della palestra non avrebbe fatto i funghi per un quarto d’ora in attesa del padrone, avrei aperto l’allegato, mi sarebbe partito l’antivirus del computer vedendo la mia espressione, mi sarebbe spuntato sulla faccia un sorriso divertito rivedendo con gli occhi della mente lo scorrimento di quella giornata, sarebbe stata salvata la foto sulla penna e cestinato la mail.
Tutto più veloce, pulito, semplice, ma asettico però, con una mail puoi raggiungere i cinque continenti nello stesso istante ad una velocità impressionante che solo a pensarci mi viene un cerchio alla testa, e cosa non da poco, senza sperare che il postino stavolta non usi il monopattino ma una benedetta macchina, la ricezione è immediata della mail, perfetto no ?!

La vita frenetica porta spesso al correre appresso a se stessi e ai propri doveri, per tante cose il tempo non c’è, i rapporti tra le persone sono racchiusi in una fugace telefonata tra un impegno e l’altro con un po’ di fortuna, in 160 caratteri di un cellulare cui l’unica funzione che manca è il comando per l’invio dello shuttle su Giove e come alle volte accade in una mail dall’ufficio lontani dagli occhi del capo.

Allora perché una lettera mi dà l’impressione d’essere più considerato da chi me la manda ?!
Di certo su una lettera visto che ti ci metti non scrivi “Ciao come va stamattina?!”e basta, ma ci “butti” un pizzico più d’impegno e di tempo per conseguenza diretta, ha un fascino antico, un fascino di qualcosa che sta scomparendo seguendo un mondo sempre più frenetico e in corsa con se stesso.

Ammetto di non aver mai avuto un rapporto idilliaco con la tecnologia visto che tutto ciò che è elettronico nelle mie mani non funziona, sono una sorta di Re Mida al contrario della scienza tecnologica ma questa è un’altra storia.

Forse sono il primo degli idioti, anzi è probabile che lo sia ma per altri motivi, avere un rapporto epistolare, che non è una parolaccia medica ma solo un insieme di lettere, ha un sapore che solo chi lo ha provato può capire, aspettare il suono della cassetta delle lettere che si chiude e sperare che dentro ad essa ci sia qualcosa per te, sono sincero quasi sempre erano multe e bollette, il mittente non era proprio quello che io attendevo con trepidazione e un pizzico di magone alla bocca dello stomaco, ma anche l’attesa fa parte del gioco e alle volte ci sono giochi che vale decisamente la pena di fare.