Il mio V-Day

04 Ottobre 2007: di Lovetrain su attivita, 1316 letture

E' arrivato il mio v-day: oggi vado a togliere la varice che mi fa compagnia da tutta la vita!
Si parte alle 6, per essere in clinica a Fermo alle 7.00 dove gia' alcune persone stanno aspettando che apra l'accettazione. Mentre sono in fila, faccio amicizia con due signore, che si sono gia' operate in passato e che oggi cercheranno di risolvere i loro problemi alle gambe per sempre. Una e' mora e, nonostante parliamo non ci presentiamo, l'altra bionda e finiremo in camera insieme. Ha 24 anni, tre figli e quando, una volta cambiate mi fa vedere le sue gambe, penso che finalmente da oggi realizzera' il suo sogno di specchiarsi senza provare vergogna, come lei stessa mi racconta, e sono felice per lei. Egoisticamente mi consolo, visto che la mia varice e' una nullita' in confronto anche alle gambe dell'altra mora, ma quando entrambe tornano in camera dopo l'operazione non riesco a non provare pura felicita' sapendo che sono contente di avere delle gambe "normali".
Devo pero' fare un piccolo passo indietro, per raccontarvi la mia piccola felicita' giornaliera: al momento della visita con il chirurgo, segnati sulla gamba i punti da incidere, mi sento consigliare dallo stesso di andarmi a mangiare qualcosa perche' le anestesie locali vengono fatte alla fine. Non posso credere alle mie orecchie e, mentre chiedo conferma di aver sentito bene, mi si dipinge sul viso un sorriso da un orecchio all'altro! L'anestesia LOCALE... non posso crederci! E io che in questi giorni ho avuto i peggiori incubi al solo pensiero di un ago nella schiena! Insomma, la paura delle iniezioni resta, ma volete mettere??? Siamo in 10 a dover essere operati: 6 spinali e il resto locale. Io sono la penultima, ma dopo questa notiziona non posso che gustarmi l'attesa, resistendo anche alla fame, che per il momento non accenna a farsi sentire.
Arriva il mio turno alle 14.15. Durante il tragitto, dico all'infermiera di darmi la famosa padellata in testa e mi promette un calmante, che sinceramente ancora sto aspettando faccia effetto!!! In sala operatoria sono tutti gentili e, se non fosse un posto in cui si va uscendo doloranti, ci andrei volentieri tutti i giorni per la simpatia e la cordialita' di ognuno di loro.
L'anestesista e' un personaggio che, appena saputa la mia fobia per gli aghi, si avvicina con la siringa pronta per la locale (8 siringhe...) e, ridendo mi dice "Ma dai, Lisa, guarda che aghetto piccolo che e'... io non sento mica niente..." e inizia a iniettare. Devo essere sincera, alcune punture mi hanno fatto veramente male, specie quelle sopra il ginocchio verso meta' interno coscia, per il resto e' stato veramente una piuma.
Vengo portata in sala operatoria con la mia bella flebo attaccata al braccio e preparata per il controllo del battito e della pressione che si divertira' a scendere e a salire durante tutta la mezz'ora dell'operazione. Nel frattempo, il chirurgo chiacchiera con me e con l'assistente, mi chiede se sento dolore e purtroppo le mie risposte sono spesso affermative. In due casi in particolare sento un dolore fortissimo, ma alle 15.00 e' tutto finito e mi riportano in camera dove mamma e Franco mi aspettano.
La mia gamba e' tutta fasciata e delle piccole emorragie post-operatorie segnano i punti di incisione. Il medico passa poco dopo con il foglio per l'uscita e non appena riesco a farmi togliere la flebo dall'infermiera mi vesto, saluto la mora e la bionda e torniamo a casa.

Ora sono stanchissima, non sembra che ho altre uscite per il momento e il dolore e' sopportabile, tanto che non ho preso ancora nulla. Per le prossime due settimane saro' a casa e poi si vedra'... nel frattempo, visto che mi mancavano... mi aspettano 12 giorni di punture sulla pancia e 6 di antibiotico sul sedere :-(

Ma chi ha inventato le siringhe??? qualcuno di voi lo sa???