Andar per isole

07 Ottobre 2007: di Dave su viaggi_e_vacanze, 1358 letture

Se si osserva l'arcipelago della Maddalena, con una vista dall'alto, risalta subito il frastagliato susseguirsi delle coste che contornano ogni isola e tratto di mare da Palau, sino a S.Teresa di Gallura.
La Corsica , a circa 16 km,si staglia nel cielo con montagne di quasi 2000 metri, altitudine quasi impensabile per un'isola lunga solo 170 km, senza considerare il "ditone", stretto e lungo ,in testa , sopra Bastia.

Vi sono molte isole, nel mediterraneo, ma poche che diano la possibilita', l'idea ,del raggiungere una meta staccandosi dalla costa. Sardegna e Corsica hanno queste caratteristiche, di meno le Baleari, ove Minorca ha una conformazione poco incisa, tondeggiante e allungata,senza isole minori intorno, e, se si vuole raggiungere Maiorca ci sono 50 km di mare.
Molte isole italiane risultano poi di difficile approdo, si pensi all'Asinara, a Montecristo, dove il piccolo contingente ammesso alle visite e' costretto a prenotazioni come minimo annuali, e dove si puo' arrivare
non su propri mezzi, ma su natanti appositamente designati , come dire che il 90% della gita si perde in formalita'.
Altre isole sono affollate all'inverosimile, e chi non ha tempo per andarci in giugno o settembre, deve sorbirsi la calca quasi fosse su di una spiaggia, cioe' proprio quello che lo ha spinto ad andare per mare ,per staccarsi dalla
confusione.
Penso al Giglio, dove sbarcando con un natante al traino fui costretto ad arrivare quasi a centro isola per potermi fermare e fare inversione di marcia, tanto strette sono le strade ed affollato l'agosto.
O Capri, piena di turisti giornalieri , con le sue poche spiaggie ed approdi, con barche sempre all'ancora, essendo il porticciolo strapieno.
Questo pezzo mi e' venuto voglia di scriverlo ad estate ben lontana, con qualche amarezza che matura nelle riflessioni post feriali, perche' ad agosto la gioia del mare fa superare ogni scocciatura, e conta solo starci sopra su di una barca...basta una notte alla fonda, in una rada riparata, gli occhi della compagna che non si puo tradire, che non ti fa pensare a nessun'altra ,che luccicano, mentre da qualche villaggio lungo la costa viene la musica di una serata estiva, di mezza estate, con la macchia mediterranea che si vede con gli occhi della mente, oltre la spiaggia , nera e silente..e tutto si giustifica, tutto e' spiegato..scivolare dalla barca per un bagno nell'acqua tiepida della notte, oppure andare a terra con il "gommino" , spagaiando nel silenzio...i massi granitici della Sardegna sono levigati dal tempo e dal mare, cosi' a terra e' facile accomodarsi su di un ripiano ondulato e spesso accogliente...osservare la barca che si muove lenta, le luci di fonda tranquillizzanti ad attenderci per il sonno della notte....
Nella notte svegliarsi, come fosse per un turno di guardia, come quando si era in Marina, controllando le distanze
dalla costa, e quella da altre barche arrivate durante il nostro sonno.Stupirsi magari di come il vento abbia fatto il giro dell'orologio, passando dal levante al ponente, e poi a scirocco,e di come sia cambiato il paesaggio nella
calma dell'alba in arrivo...
la mattina osservare le attivita' dei vicini , galleggianti intorno...qualche ragazza fa il bucato nel pozzetto, rumori di rasoi, di caricabatterie, di vele lasciate libere di sbattere prima di una partenza..."cazza fiocco a collo"!!!, per cambiare rapidamente direzione ad una barca ed uscire eleganti da una rada, a motore fermo....

Barche ora in capannone per l'inverno...sogni nel cassetto...se ne parla, a Dio piacendo,un altr'anno...

Dave