Crolla il Pil

12 Maggio 2005: di Franco su primopiano, 859 letture

Arretra l'economia italiana. Anzi, c'è già chi parla di recessione dal momento che, secondo le stime preliminari Istat, il prodotto interno lordo nel primo trimestre 2005 è sceso dello 0,5% sul trimestre precedente, e si tratta del secondo calo consecutivo (nell'ultimo trimestre 2004 era stato dello 0,4%). Su base tendenziale il calo del primo trimestre 2005 è stato dello 0,2%. Fortemente negativi anche i dati sulla produzione industriale, che a marzo è scesa del 5,2% rispetto allo stesso mese del 2004.

Il calo congiunturale del Pil è il peggiore dal quarto trimestre del 1998, che si era chiuso con una flessione dello 0,5%. L'Istat ha precisato inoltre che due variazioni congiunturali negative non si registravano dal 2003, allorchè il I e il II trimestre si chiusero rispettivamente con un -0,2%. "Vista la pesantezza dei due cali trimestrali consecutivi del Pil, non c'è dubbio che siamo in recessione", commenta Fedele De Novellis, responsabile per le analisi macroeconomiche del Ref (istituto che si occupa di analisi economiche).

Il dato tendenziale, che segna un decremento dello 0,2%, è il peggiore dal primo trimestre del 2002, quando era stato -0,1 per cento. Per trovare un altro risultato negativo bisogna tornare indietro fino al 1997, quando nel primo trimestre il pil era sceso dello 0,7% su base annua. Il risultato congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell'agricoltura e dell'industria e di una sostanziale stazionarietà dei servizi. Il dato definitivo sul Pil del primo trimestre sarà diffuso dall'Istat il 10 giugno.


Su base mensile, il dato destagionalizzato della produzione industriale mostra una flessione dello 0,6% rispetto a febbraio 2005: gli economisti si attendevano un valore intorno allo zero. Così l'indice è tornato a quota 94,1. Per incontrare un valore inferiore bisogna tornare indietro al dicembre 1998, quando si viaggiava a quota 93,9.

Nel primo trimestre 2005 la produzione è scesa del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2004 e dell'1,2% rispetto al quarto trimestre dello scorso anno. Il dato tendenziale, corretto per giornate lavorative, mostra un calo del 2,9%. Sul trimestre, lo stesso dato è del 2,5%. La produzione dei beni di consumo ha registrato la flessione più vistosa, -7,4% su base annua.

Guardando poi ai vari settori, arretra la produzione di automobili, in calo a marzo del 9,8%, e sul trimestre rispetto allo stesso del 2004 del 17,7%. Scende di molto anche la produzione nelle industrie tessili e dell'abbigliamento (-11% a marzo, -7,0% nel trimestre), e delle pelli e calzature (-16,6% a marzo, -11,3% su trimestre). In forte calo anche la produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-7,7% a marzo, e -8,3% sul trimestre).

Il made in Italy "non va benissimo", commentano i ricercatori dell'Istat, sottolineando come ad essere in difficoltà siano proprio i settori di punta dell'industria italiana.

Pochi settori mostrano il segno più. Tra questi, spicca quello della produzione di energia elettrica, gas e acqua che a marzo registra un aumento del 3%, e sul trimestre del 3,3%. In lieve aumento anche la produzione del metallo (+0,6% a marzo, +0,1% sul trimestre).