Precario e delocalizzato

29 Aprile 2005: di Franco su primopiano, 1126 letture

Continuiamo ad assistere ai crac economici delle grandi, medio e piccole imprese e all’aumento dei licenziamenti ( nella mia provincia nel 2004 sono andati persi 4000 posti di lavoro ).
La “tristemente” famosa legge Biagi da quando è stata varata ha avuto il solo effetto di aumentare la precarietà dei lavoratori, con conseguente peggioramento dei tenori e della qualità della vita.
Volete farvi una famiglia, trovare casa o semplicemente comprare un auto?
Se siete un “precario” provate a cercare un mutuo : scoprirete che è quasi “impossibile” ottenerlo.
E se siete incappati in quelle poche banche o finanziarie che trattano i “precari” forse era meglio che non lo cercavate : applicano dei tassi di molto superiori al normale, da “strozzini” , sempre se qualche” sfortunato” vostro parente abbia prima garantito con le sue “proprietà immobiliari”.
La legge Biagi manca di regolamenti efficaci e ha degli aspetti poco chiari, e in fin dei conti non piace neanche alle aziende in quanto nella maggior parte dei casi non ha dato loro i risultati sperati.
Allora? ... Allora meglio “delocalizzare” , spostando la propria attività produttiva nei paesi dell’Est o in Cina, nuove frontiere per il futuro del “MADE in ITALY”, dove si possono “drasticamente” ridurre i costi della manodopera e delle materie prime.
E che fine faranno i lavoratori italiani che rimarranno senza impiego? S’arrangiano…oppure una nuova e strabiliante soluzione arriva dalla Francia : si “delocalizzano” anche i lavoratori!!!
Infatti una nota industria transalpina spostando la produzione nei paesi dell’Est ha proposto ai suoi dipendenti di riassumerli che tanto : << 110 euro al mese in Francia non sono nulla, ma in Romania vi bastano per vivere >> …