Queen of the stone age

22 Aprile 2005: di Julian Mill su spettacoli_e_cultura, 1576 letture

"Lullabies to paralize" è l'attesissimo disco dei Queens of the Stone Age che segna un loro ritorno dopo il successo del capolavoro "Song for the deaf".
Si tratta di un album sicuramente meno facile del precedente, in cui il leader Josh Homme ha preferito sviluppare più la parte strumentale che quella melodica delle canzoni.
Il risultato tuttavia è comunque notevole, soprattutto perchè ci offre un disco composto da canzoni abbastanza variegate, e supportate sempre dall'eccelsa sezione ritmica.
Si parte con "This lullaby" che è proprio una dolce ninnananna acustica, ma ben presto si ritorna allo stoner rock in puro stile QOTSA, con canzoni tipo "Everybody knows that you are insane", "In my head" ed il potente singolo "Little sister".
"I never came" invece segna quasi una svolta, poichè è una ballata in crescendo che forse è la canzone più bella dell'intero disco, mentre "Someone's in the wolf" e "The blood is love" sono puri esercizi di stile che certificano la qualità superiore della band sul piano strumentale.
Le sorprese sono alla fine, con un paio di canzoni di puro blues ("You got a killer scene there, man.." e "Long slow goodbye") ed una bonus track che sembra pescata da qualche disco anni'50 americano.
Insomma, se si riesce a superare la perplessità iniziale di trovarsi di fronte ad un album diverso dal precedente, si potrà apprezzare appieno il lavoro svolto dai QOTSA, in quello che sarà sicuramente uno dei dischi migliori dell'anno.